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Il Fronte Indipendentista è uno strumento di autodifesa dei sardi - La Nuova Sardegna

Pubblicato: 26 Gennaio 2014

IL FRONTE INDIPENDENTISTA: <<SALVEREMO LA SARDEGNA>>
PLOAGHE. «Il Fronte Indipendentista è uno strumento di autodifesa dei sardi, il solo mezzo che possa impedire la distruzione di una nazione».

PLOAGHE. «Il Fronte Indipendentista è uno strumento di autodifesa dei sardi, il solo mezzo che possa impedire la distruzione di una nazione». Va subito al sodo Pier Franco Devias, candidato a governatore del Fronte Indipendentista Unidu, che venerdì sera ha presentato a Ploaghe la lista dei candidati della circoscrizione dei Sassari. Non erano in tanti al Centro sociale di via Salis perché «gli dei dispettosi» hanno pensato bene di scatenare una bufera di grandine e pioggia (ma nella cittadina consacrata a Giove Pluvio ci può stare) ma la passione dei militanti e la determinazione nel portare avanti le loro idee ha riempito la sala. Passione e anche idee chiare quelle degli attivisti del Fronte che viene molto difficile non condividere.
L’incontro è stato aperto da Caterina Tani, candidata a Cagliari, che ha raccontato come e perché è nato il Fronte e con quali finalità. «Non è un cartello elettorale - ha detto - ma un insieme di gente libera che si è incontrata nelle assemblee dei territori e, dialogando, ha deciso che non è più il momento delle lamentele ma quello di mettersi insieme per cambiare davvero le cose». Poi Francesco Fiori, candidato di Ploaghe, ha spiegato quali motivazioni lo hanno portato ad aderire a questo movimento e a condividerne pienamente gli obiettivi. «E’ una campagna elettorale molto strana - ha commentato parlando rigorosamente in limba Pietro Ninniri, capolista della lista provinciale di Sassari - con indipendentisti che si ammantano di tricolore e partiti italiani che si ammantano di sardismo. Il Fronte nasce da un’idea diversa di indipendentismo, non da modelli irlandesi o scozzesi, ma da un nuovo modello sardo, cucito a misura sui sardi». «Il nostro movimento è il frutto di una elaborazione fra tanti movimenti, fra tante assemblee fra persone libere che si sono incontrati negli ultimi anni e hanno intrapreso insieme un percorso condiviso - ha detto Marcello Desole, candidato di Sassari - un percorso democratico e coerente che ha portato ad esempio a non schierarsi con gli altri partiti nazionali».
E sono proprio i meccanismi messi in atto dai partiti nazionali, asserviti al potere, che secondo Pier Franco Devias stanno determinando la distruzione e la scomparsa di una nazione. «La Sardegna ha bisogno solo di salvarsi - sostiene il candidato presidente - decine di paesi scompariranno per colpa di un processo economico che nessuno ferma ma che viene anzi agevolato. Chi abiterà la Sardegna se i giovani sardi vanno via leva dopo leva?». “Difendedi Sardigna” è lo slogan adottato dal Fronte che deve essere rafforzato proprio perché «è rimasto - sottolinea Devias - l’unico e ultimo strumento che il popolo sardo ha per impedire la morte lenta della nostra nazione».
Mauro Tedde

La Nuova Sardegna, 26/01/2014 - Mauro Tedde

 

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