×

Messaggio

EU e-Privacy Directive

This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

View e-Privacy Directive Documents

You have declined cookies. This decision can be reversed.

FRONTE - Comunicato per incendio a Teulada

Categoria: Comunicati

Pesa-Sardigna-500x300-px-web

Alla cortese attenzione degli organi di stampa,

"FRONTE - Comunicato per incendio a Teulada"

Il Fronte Indipendentista Unidu ha partecipato questa mattina al corteo lungo la base militare di Decimomannu, indetto dalla rete "No basi né qui né altrove".

Abbiamo verificato come le preoccupazioni fossero più che fondate: lo spostamento delle esercitazioni autunnali con lo strumentale zuccherino dello Stato è stato negli ultimi giorni finalizzato allo stigmatizzare la lotta contro l'occupazione militare agli occhi dell'opinione pubblica e, al contempo, allentare la tensione in vista del corteo a Decimomannu.

Dopo gli ambigui comunicati dell'Aeronautica, le menzogne su esercitazioni inventate dai sardi - al contrario si tratta di una base militare in piena, impattante e redditizia attività - abbiamo assistito alla chiusura del cerchio. I manifestanti hanno subito un attacco gratuito da parte delle forze di occupazione italiane schierate a difesa della Base.

 

L'incendio all'interno del Poligono di Teulada rappresenta l'ennesimo episodio di aggressione e distruzione delle risorse naturali della Natzione Sarda, continuamente sottoposta ad una feroce spoliazione. In seguito all'incendio di Capo Frasca del settembre scorso. Dopo i venti ettari andati in fumo, le successive mobilitazioni popolari, il governo Pigliaru pensò di sedare il contrasto tra interessi statali italiani e nazionali sardi con la carta del fermo estivo delle esercitazioni dal 1° giugno al 30 settembre: le esercitazioni danneggiano il turismo e mettono a rischio l'attrattività della Sardigna, questa fu l’argomentata motivazione.

Da indipendentisti abbiamo sempre considerato queste prese di posizione come scelte sterili e striscianti, portatrici di sottomissione, in quanto non inserite in un più ampio quadro che miri con fermezza alla smilitarizzazione della nostra Natzione, unico e coerente sentiero per la crescita e lo sviluppo del Popolo sardo. Questo approccio è ancor più contraddittorio dal momento che l'agenda economica della Ras sottolineava contemporaneamente "l'importanza dei poligoni e aeroporti militari in Sardegna, per un armonioso sviluppo delle politiche industriali".
Oltre a legare propagandisticamente la tutela di salute e sicurezza dei sardi in modo subalterno alla presenza turistica e alle esigenze militari italiane, abbiamo constatato che la sottomissione nei confronti dello Stato da parte della regione in quell'occasione raggiunse il grottesco quando, la stessa Ras, a dispetto della volontà dei sardi, "dimenticò" di richiedere il risarcimento per i danni dell'incendio di Capo Frasca.

Per quanto riguarda l'incendio di Teulada, verificatosi nel criptorazzista periodo di "fermo turistico", le cause specifiche (quella generale è l'occupazione militare) sono in fase di accertamento. La Difesa assicura che i patti sono stati rispettati e che la Ras scoprirà le cause reali. Non riteniamo ci siano buone ragioni per credere alla versione dello Stato e al megafono coloniale del governo Pigliaru; e perciò, in questo clima di raggiro propagandistico, denunciamo l'ennesimo danno al nostro territorio da parte della Difesa italiana, in quanto responsabile oggettiva in forza dell'occupazione militare che la rende prima e principale protagonista della devastazione della Sardigna, tanto quella programmata e legale quanto quella accidentale. Teulada, territorio tra i più martoriati dall'occupazione militare, è l'ennesima e avvilente prova che le infrastrutture militari italiane (tanto care al governo Pigliaru) oggi, ancor più che in passato, sono strategiche per gli affari del colonialismo italiano in Sardigna, non sicuramente per la crescita economica e lo sviluppo dei Sardi.

Rilanciamo con forza la necessità di un impegno organizzato e programmatico da parte delle componenti più sensibili della società sarda, atto a costruire le prerogative democratiche e popolari che porti alla soluzione definitiva del problema occupazione militare in Sardigna: Lo smantellamento delle strutture presenti sul nostro territorio nazionale, su cui deve esercitare sovranità solo il Popolo Sardo!

Fronte Indipendentista Unidu

 

Il Fronte Indipendentista Unidu sulle prossime amministrative

Categoria: Comunicati

Pesa-Sardigna-2--500x300-px

Il Fronte Indipendentista Unidu sulle prossime amministrative.

Quella attuale è una della fasi più difficili che l'indipendentismo si trovi ad affrontare. Intorno alla fine degli anni ’90 e inizi 2000 moltissimi sardi e sarde si sono schierati sulla linea della lotta indipendentista e diverse organizzazioni indipendentiste sono nate con caratterizzazioni ideologiche e simboliche diverse tra loro, ma con in comune l’aspetto attivista e militante. La necessità all’epoca era quella di creare un immaginario indipendentista allettante per il nostro popolo, fatto di battaglie nazionali forti mediaticamente e a livello di mobilitazione militante, che creasse una coscienza di riferimento necessaria alla crescita di un indipendentismo in rottura con le vestigia dell’autonomismo e che si ponesse in antagonismo completo con i partiti italiani per la costruzione di un movimento di liberazione nazionale sardo. Una fase storica ricca di contraddizioni e di successi parziali, di difesa dalla respressione, di lotte importanti contro il colonialismo italiano, acquisizione di consapevolezze storiche, culturali e politiche indipendentiste, che hanno arricchito il bagaglio d'analisi a disposizione dell'indipendentismo tutto e della Nazione Sarda.

Negli ultimi anni stiamo assistendo all’arretramento della capacità organizzativa militante dell’indipendentismo e il distacco totale dalle dinamiche delle comunità. Le organizzazioni indipendentiste sono molto meno presenti nei territori rispetto al passato, ma contemporaneamente emergono nei territori fenomeni, se non proprio nuovi, che presentano però caratteristiche interessanti: molte realtà sociali, culturali ed economiche, in questa fase si stanno spostando verso l’indipendentismo. Ovviamente, non tutte rappresentano l’espressione della volontà politica nazionale necessaria alla dichiarazione di indipendenza nazionale, ma si può leggere in questa fase la diffusione di un certo sentimento nazionalista e in alcune occasioni schiettamente anticolonialista.

Questo “indipendentismo diffuso” è senz’altro il prodotto del lavoro degli ultimi vent’anni, è il frutto di quel lavoro sulla coscienza nazionale sarda su cui tanto ci si è spesi negli ultimi vent’anni.

Alle prossime amministrative saranno presenti componenti indipendentiste slegate dalle  organizzazioni storiche candidata in liste civiche, con programmi che spesso vertono su pratiche di governo partecipative dei propri territori, con una manifesta volontà di cercare il coinvolgimento della propria comunità su temi importanti come la nostra lingua, la storia nazionale, lo sviluppo agricolo, un'alternativa solidale concreta da opporre agli ammortizzatori sociali ammazza-dignità dei nostri lavoratori, un ritorno al senso di cooperazione per il lavoro per tutti e di contrasto dei progetti di speculazione energetica ed edilizia.

L’indipendentismo deve dimostrare maturità e sostenere la lotta nei territori, convergendo su azioni politiche comuni che permettano di tracciare una linea che distingua chiaramente gli interessi collettivi nazionali dagli interessi coloniali.

La scelta in questa fase è quindi una: sostenere chi vuole organizzare il lavoro politico nei territori permettendo alla nostra gente di avvicinarsi e militare nell’indipendentismo, lottando direttamente a casa propria contro le proprie contraddizioni quotidiane, direttamente contro i responsabili della gestione politica coloniale dei nostri comuni, lì dove la linea colonialista dello stato è più dura nell’attacco al mondo del lavoro, al tessuto sociale, veicolato dall’occupazione militare delle nostre terre, o da piani energetici ed edilizi folli o attuata nello smantellamento  dell’offerta socio-sanitaria pubblica.

Dobbiamo promuovere una pratica partecipativa dell’indipendentismo e delle sue ragioni, che sia attuabile  e praticabile.
Per questo il FIU ritiene sia fondamentale sostenere gli indipendentisti schierati sulla linea anticolonialista e di appartenenza alla lotta di liberazione nazionale.

Pertanto FIU chiede agli indipendentisti candidati alle prossime amministrative che si riconoscono nella nostra prospettiva di fare propri i seguenti punti anticolonialisti:

-          Difesa e utilizzo della Lingua Sarda: volontà e impegno nel percorso del bilinguismo per gli atti ufficiali e per i manifesti degli eventi organizzati o patrocinati dal Comune, per la toponomastica bilingue sardo-italiano, previlegiando riferimenti alla storia e cultura nazionale sarda, con la volontà di integrazione della stessa con i percorsi scolastici dei giovani sardi.

-          Difesa dei presidi sanitari e pianificazione concreta programmazione sanitariache garantisca al nostro popolo"..mi sa ci sono delle ripetizioni ancheal fine di dare al nostro popolo la possibilità concreta di essere curato ed assistito da una sanità pubblica, libera da clientele deleterie, e realmente disegnata sulle caratteristiche e dinamiche socio-demografiche della Nazione, salvaguardando il diritto alla salute e partendo dall'idea che la Sardigna non ha specificità o caratteristiche più o meno marginali, ma è una Nazione a tutto tondo e in tal senso va considerata, anche, nella sua politica sanitaria.

-          Dichiarazione di indisponibilità delle acque, del suolo e del sottosuolo sardo sia a servitù militari che deposito di scorie, industriali o nucleari. Appoggio ad un percorso che veda le comunità della Nazione unite nell'intraprendere un percorso di smilitarizzazione del nostro territorio delineando per la Sardegna un orizzonte di pace in un contesto internazionale sempre più instabile.

-          Impegno totale per la comunità al contrasto delle nuove servitù energetiche e sfruttamento delle risorse naturali della Nazione che rinsaldano lo sfruttamento della Sardegna. Impegno degli amministratori al "debat public" prima di qualsiasi atto di indirizzo in materia e opposizione allo sciagurato Sblocca Italia e alla linea politica neocentralista dello Stato italiano.

-          Monitoraggio delle licenze in applicazione  della L.R. n. 8/2015, per contrastare gli eventuali danni al nostro patrimonio collettivo storico ed ambientale.

In questa prospettiva di liberazione nazionale e di emancipazione delle comunità, il FIU è disposto a collaborare e sostenere ogni attività ed ogni lotta che si riterrà necessaria nei territori.

Buon lavoro dunque per la costruzione dell’autogoverno territoriale a tutti gli indipendentisti coerenti, schierati a difesa della nostra terra.

Fronte Indipendentista Unidu

 

 

FIU: i manganelli italiani non fermeranno il riscatto della Sardegna

Categoria: Comunicati

Pesa-Sardigna-2--500x300-px

Alla cortese attenzione degli organi di stampa,

"I manganelli italiani non fermeranno il riscatto della Sardegna"

Il Fronte Indipendentista Unidu ha partecipato questa mattina al corteo lungo la base militare di Decimomannu, indetto dalla rete "No basi né qui né altrove".

Abbiamo verificato come le preoccupazioni fossero più che fondate: lo spostamento delle esercitazioni autunnali con lo strumentale zuccherino dello Stato è stato negli ultimi giorni finalizzato allo stigmatizzare la lotta contro l'occupazione militare agli occhi dell'opinione pubblica e, al contempo, allentare la tensione in vista del corteo a Decimomannu.

Dopo gli ambigui comunicati dell'Aeronautica, le menzogne su esercitazioni inventate dai sardi - al contrario si tratta di una base militare in piena, impattante e redditizia attività - abbiamo assistito alla chiusura del cerchio. I manifestanti hanno subito un attacco gratuito da parte delle forze di occupazione italiane schierate a difesa della Base.

Non è nostra intenzione attirare il pietismo del popolo o dello Stato colonizzatore e ribadiamo che la cultura del manganello italiana si è mostrata per quello che è, per gli interessi che persegue e dobbiamo prendere coscienza che non può essere diversamente. Sappiamo che questo trattamento è inevitabile verso chi si oppone all'imbruttimento del nostro Popolo, all'occupazione militare del territorio, anche con un semplice scuotere le reti a mani nude.

Denunciamo l'attacco dello Stato e richiamiamo il nostro Popolo alla massima attenzione e mobilitazione, consapevoli che se la reazione dello Stato è tale, significa che la via intrapresa è quella giusta. Il Fronte Indipendentista Unidu ribadisce massimo sostegno alla lotta contro l'occupazione militare e rispedisce al mittente la repressione; esprimiamo solidarietà al manifestante fermato da parte della polizia.

I manganelli italiani non fermeranno il riscatto della Sardegna

Fronte Indipendentista Unidu

 

Campagna Fronte Indipendentista Unidu territorio Sassari discariche abusive

Categoria: Comunicati

Sassari-500x300-px-web

Campagna Fronte Indipendentista Unidu territorio Sassari discariche abusive
Alla cortese attenzione degli organi di informazione,


Sennori, Sorso, Osilo: un triangolo di discariche abusive

Oggetto:
Parte la campagna del Fronte Indipendentista Unidu del territorio di Sassari sulle discariche abusive.

Nell'immaginario collettivo la Sardegna è un paradiso incontaminato, ma la nostra isola ha purtroppo anche un altro volto. Oltre al drammatico inquinamento dovuto alle industrie pesanti e alle basi militari anche le nostre campagne sono spesso utilizzate come discariche abusive. E' davanti agli occhi di tutti per esempio lo stato delle cunette di molte strade che sono diventate un lungo e capiente contenitore di spazzatura. Percorrendo per esempio la 131 “ammiriamo” nelle cunette cumuli d’immondizia di ogni sorta. Allontanandoci poi dalle vie principali le condizioni non migliorano. Se per esempio ci concediamo una salutare passeggiata nella pineta dei Comuni costieri (Sassari, Porto Torres, Sorso) è impossibile non notare tra la preziosa flora, materassi, pneumatici, sanitari, materiale elettrico e materiale di risulta, carcasse di auto e una quantità indescrivibile di amianto.

Ecco che la nostra passeggiata si trasforma in un tour degli orrori, in una visione violenta di attacco all’ambiente e al territorio dettata spesso dall'ignoranza e dall'abbandono delle campagne. La cosa è ancora più grave se consideriamo che spesso queste discariche vergognose si trovano in un sito SIC (sito d’interesse comunitario). Lo stagno di Platamona è, infatti, per estensione e per rilevanza della biodiversità, una delle più importanti zone umide del nord Sardegna. Ai sensi della "Direttiva del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e semi naturali e della flora e della fauna selvatiche" n. 92/43/CEE è stato classificato come sito d’importanza comunitaria (SIC ITB010003).

Inoltre, un’area più vasta, estesa per circa 250 ha che ricomprende lo stagno stesso, è stata dichiarata "oasi permanente di protezione faunistica e di cattura" con D.A. della Regione Autonoma della Sardegna n. 18 del 31.01.1996. Un tesoro preziosissimo che meriterebbe ben altre tutele. Il piano di gestione dello Stagno di Platamona (un documento di ben 230 pagine), non prevede stranamente la rimozione delle discariche che giacciono nella perimetrazione SIC e anzi nello stesso piano si legge “a breve non sono in programma ulteriori interventi, neppure in fase di progettazione”.

Pertanto se è vero che il degrado e l’inciviltà possono essere ascritti spesso ai cittadini poco rispettosi dell’ambiente, non si possono ignorare responsabilità politiche ben precise. La nostra iniziativa è rivolta dunque sia a sensibilizzare i cittadini sardi a una maggiore tutela verso il nostro patrimonio e risorsa economica più grande che è l'ambiente, sia a denunciare il lassismo delle amministrazioni comunali che spesso si voltano colpevolmente dall'altra parte davanti all'esigenza puntuale di pulire il territorio o di segnalare le discariche agli organi competenti.

La campagna del Fronte Indipendentista Unidu prende spunto dalle numerose foto segnalate dai cittadini nel gruppo facebook Muntonàrgios de birgòngia perché siamo convinti che l'indipendentismo debba essere un movimento popolare che inizi a cambiare lo stato di cose presenti fin da subito, operando anche profonde e radicali trasformazioni culturali nei comportamenti e nelle abitudini dei sardi stessi. Il sistema coloniale ci ha abituato a considerare la nostra terra come povera e arida da un punto di vista economico e la nostra cultura come un inutile retaggio del passato.

L'indipendentismo deve rieducare il popolo sardo all'amore e alla cura della propria terra e della propria cultura anche a partire dal recupero del senso civico e del rispetto degli spazi comuni e dell'ambiente. Il Fronte Indipendentista Unidu pertanto tappezzerà di manifesti i comuni interessati da questo fenomeno per suscitare un clima culturale di rigetto di tali ignobili e autolesioniste pratiche e per invitare le amministrazioni e le autorità competenti a vigilare maggiormente su tale preoccupante fenomeno in piena espansione. Inizieremo con i comuni si Sennori, Sorso e Osilo distribuendo a tappeto i manifesti della campagna e proseguiremo fino a coprire i territori via via segnalati dai cittadini sul gruppo Muntonàrgios de birgòngia.
Fronte Indipendentista Unidu Sassari

 

FIU in merito a dichiarazioni polizia

Categoria: Comunicati

Pesa-Sardigna-2--500x300-px

Alla cortese attenzione degli organi di stampa,

"I manganelli italiani non fermeranno il riscatto della Sardegna"

Il Fronte Indipendentista Unidu legge con sbigottimento le dichiarazioni della polizia sui fatti di Decimomannu riportate come oro colato da diversi organi di stampa. Secondo questa narrazione la polizia sarebbe stata aggredita da lanci di pietre e solo dopo avrebbe reagito.

La realtà dei fatti è ben diversa e i seguenti video dimostrano come la prima carica della polizia sia avvenuta assolutamente a freddo e contro manifestanti del tutto pacifici e disarmati, i quali erano impegnati a scuotere le reti della base e a gridare "a fora sa Nato dae sa Sardigna".

La polizia è dunque interamente responsabile del clima incandescente venutosi a creare e se qualcuno deve essere punito per gli scontri di Decimo sono proprio gli agenti, che hanno deliberatamente attaccato i manifestanti dimostrando di avere intenzioni bellicose.

Il Fronte Indipendentista Unidu sostiene il diritto e la necessità da parte del popolo sardo di moltiplicare momenti di mobilitazione popolare che creino e/o rafforzino un clima di ostilità ambientale alla presenza delle basi e dei poligoni militari con cui l'Italia occupa e devasta il nostro territorio nazionale.

 

Pagina 8 di 28

Accesso redazione

Utenti online

Abbiamo 77 visitatori e nessun utente online

Utente