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IL PD È IL PARTITO DEL DEGRADO E SANNA È IL SUO PROFETA.

Categoria: Comunicati

IL PD È IL PARTITO DEL DEGRADO E SANNA È IL SUO PROFETA.

 

Il Fronte Indipendentista Unidu denuncia che solo un anno fa l'Amministrazione Comunale vantava sul suo sito internet di aver fatto "bella" Platamona (Platamona si fa bella http://www.comune.sassari.it/comune/ufficio_stampa/luglio_2014/platamona.html), nota che veniva pubblicata quasi integralmente sulla Nuova Sardegna del 24 luglio 2014 e che ci sembra utile riportare: «interventi importanti per il decoro urbano di Platamona sono stati eseguiti dal settore Politiche ambientali e verde pubblico. Si tratta di lavori di manutenzione e 500x300-CROLLO-PLATAMONA-SITO-2-pxsistemazione della Rotonda che hanno interessato le aiuole, i marciapiedi, i pilastrini che si trovano tutto intorno all'area, le scalinate che conducono alla spiaggia, le docce e le panchine. Alcuni di questi erano rovinati dai segni che il tempo e la salsedine lasciano inesorabilmente, ma molti altri erano invece stati danneggiati da atti d'inciviltà e maleducazione. Sono stati dunque intonacati e tinteggiati dei pilastrini, mentre altri sono stati ricostruiti ex novo perché era impossibile riportarli in uno stato decente. Sono stati sostituiti tutti i pali in legno delle balaustre collocate tra gli stessi pilastrini in cemento. È stata completata la ricostruzione delle docce a servizio dei bagnanti. Le scalinate di accesso alla spiaggia dalla rotonda hanno subìto una manutenzione generale e sono stati rifatti alcuni gradini usurati e danneggiati dalle mareggiate. Stessa sorte per le tre scalinate di accesso alla spiaggia in via della Torre. Gli alberi sono stati potati, sono state ripristinate le fioriere e le panchine sono state verniciate con tinta resistente all'acqua. A questa operazione straordinaria, che restituisce la Rotonda ai sassaresi e a tutti i bagnati, si aggiungono le attività quotidiane che impegnano il settore Politiche ambientali e verde pubblico nella zona: la pulizia giornaliera della spiaggia e l'assistenza ai bagnanti disabili con personale qualificato. E così adesso, dopo le proteste per lo stato di degrado, il mare tanto caro ai sassaresi comincia ad avere finalmente un aspetto più decoroso».

Date le stesse dichiarazioni dell’amministrazione ci sembra vergognoso che la stessa Amministrazione dichiari pubblicamente che era impossibile prevedere quanto successo lo scorso 21 luglio. Come mai in queste operazioni non è stato coinvolto oltre a quello delle Politiche Ambientali e Verde Pubblico, anche il Settore Lavori Pubblici? Con quali criteri sono stati eseguiti i suddetti lavori e quali sono state le fasi che li hanno preceduti: sopralluoghi, accertamenti statici, relazioni tecniche, autorizzazioni del Dirigente? E comunque a prescindere da questi interventi di emergenza, come mai le Amministrazioni di oggi e di ieri, in sessant’anni anni, non si sono mai premurate di programmare periodici controlli statici necessari su una struttura che, essendo esposta ad agenti quali, acqua marina, vento etc..., è inesorabilmente soggetta a degrado, più di ogni altra struttura pubblica?

Il crollo della rotonda è lo specchio dell’ennesimo fallimento di un’Amministrazione concentrata nella spartizione delle poltrone e sulla gestione delle clientele. Il PD sassarese è veramente “Partito del Degrado” a cui gli indipendentisti, i comitati, i soggetti politici alternativi possono e devono mettere finalmente un freno!

Fronte Indipendentista Unidu

 

 

Dal monopolio di Onorato al no alla tassa soggiorno: La Giunta Pigliaru assomiglia sempre di più a un protettorato coloniale

Categoria: Comunicati

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Alla cortese attenzione degli organi di stampa,

"Dal monopolio di Onorato al no alla tassa soggiorno: La Giunta Pigliaru assomiglia sempre di più a un protettorato coloniale"

La Sardigna e i diritti dei sardi sono messi al sacco da potenti oligarchi che speculano sulle risorse della nostra terra e sui diritti fondamentali del popolo sardo. Uno degli esempi più eclatanti di questa condizione coloniale è il caso del monopolio trasporti per nave: il signor Onorato oggi possiede il 95% dei trasporti marittimi da e per la Sardegna.

Grazie alla copertura finanziaria di un fondo americano e di Unicredit, oltre alla compiacente indolenza della giunta Pigliaru e delle sue stampelle “sovraniste”, da oggi la Sardegna è ufficialmente un serbatoio del quale l'oligarca può disporre come meglio crede.
Onorato ha liquidato anche le ultime apparenze della concorrenza mettendo da parte gli ex soci della CIN.

Il ricorso all’Antitrust dell’assessore Massimo Deiana, le patetiche esternazioni di Pigliaru su Facebook e le lamentele a mezzo stampa degli esponenti della maggioranza sono tardive e ipocrite perché la politica monopolistica di Onorato non era certo un mistero e questo è solo l'atto finale di un processo di concentrazione di capitale nel settore, tristemente noto dall'estate 2011 con il "sacco" delle tasche dei turisti, prosciugati ben prima di poter spendere un solo euro in Sardigna.

Le grandi potenzialità turistiche della nostra Natzione vengono così mortificate e la pratica monopolistica (attribuita alla crisi nord-africana) drena tante risorse quanto più la Sardigna registra presenze in aumento, data la grande attrattiva dell'isola a livello internazionale. Poco importa a Onorato che il turista potrà spendere ben poco una volta giunto nell'ambita meta turistica dato che il caro traghetti spenna i turisti.

La giunta Pigliaru e le sue compiacenti stampelle “sovraniste” hanno avuto tutto il tempo per impegnarsi in una seria e frontale battaglia contro la realizzazione e gestione del monopolio a beneficio della proprietà campana, del conseguente caro trasporti e per revocare la convenzione con Tirrenia.

Se a ciò aggiungiamo anche il secco no dell’assessore al turismo Francesco Morandi alla proposta della tassa di soggiorno abbiamo veramente il quadro completo della situazione. Morandi dichiara che la tassa di soggiorno “produce pochi spiccioli per le casse e molti danni per l’immagine”. Possiamo e dobbiamo discutere modi e criteri di applicazione del contributo di soggiorno, ma è un dato di fatto che economie turistiche ben più sviluppate della nostra la applicano da anni e ne traggono profitti concreti in termini naturalistici, di servizi, di gestione dei flussi e di responsabilizzazione degli amministratori locali per l'impiego trasparente del gettito.

Il Fronte Indipendentista Unidu ritiene necessario che tutto il movimento di liberazione nazionale faccia quadrato su queste due tematiche di vitale importanza per lo sviluppo del nostro Paese:

• Introduzione di un contributo regionale di soggiorno. I proventi saranno destinati al mantenimento delle infrastrutture che più risentono del carico turistico concentrato in pochi mesi, al recupero e valorizzazione del patrimonio artistico-archeologico dell'isola e una sua più ampia promozione.

• Nella prospettiva di costruire una Sardigna sovrana, dotata di una sua flotta passeggeri e mercantile, è indispensabile l'apertura di un tavolo di confronto tra la RAS e la proprietà Moby che miri a regolamentare il continuo drenaggio di risorse derivante dalla condizione di monopolio privato. La Sardigna non può accettare di essere il fattore di produzione nelle mani di un oligarca italiano e la questione trasporti marittimi ha una portata politica nazionale, non semplicemente risolvibile dall'ANTITRUST italiana della quale conosciamo bene i "risultati" ottenuti circa altri monopoli che affossano la Sardigna. Onorato fa i suoi interessi, noi da indipendentisti dobbiamo fare altrettanto per la nostra Natzione.

FRONTE INDIPENDENTISTA UNIDU

 

FRONTE - comunicato per minaccia serrata commercianti Fertilia Vs rifugiati politici

Categoria: Comunicati

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Alla cortese attenzione degli organi di stampa,

"FRONTE - comunicato per minaccia serrata commercianti Fertilia Vs rifugiati politici"

Apprendiamo da un servizio di Videolina (in data 2 luglio 2015) che alcuni abitanti di Fertilia, in particolare alcuni commercianti, hanno minacciato la serrata dei loro esercizi per protestare contro l’arrivo di un gruppo di rifugiati politici.

Il Fronte Indipendentista Unidu manifesta viva preoccupazione per l’ondata xenofoba cavalcata da forze politiche pericolose come la Lega e i movimenti neofascisti che purtroppo sta prendendo piede anche in Sardigna e si schiera a difesa della cultura dell’accoglienza che ha sempre caratterizzato le nostre comunità.

Il Fronte Indipendentista Unidu ricorda agli abitanti di Fertilia l’origine stessa della cittadina e il triste passato che la loro memoria collettiva avrebbe dovuto tenere ben vivo che videro profughi ferraresi, dalmati e istriani ospitati da una terra non loro per poter ricostruire una comunità e vivere in pace con il popolo sardo.

Il Fronte Indipendentista Unidu ritiene che l’esercizio dell’ospitalità a popolazioni in fuga da scenari di guerra spesso causati dai governi occidentali, Italia inclusa, come nel caso delle destabilizzazioni mirate in Libia e in Siria, sia un sacrosanto dovere del popolo sardo.

Il Fronte Indipendentista Unidu vuole fare chiarezza sull’incompatibilità assoluta tra la lotta di liberazione nazionale e sociale del popolo sardo e qualunque tipo di atteggiamento xenofobo e razzista anche se mascherato da ragioni dettate dall’egoismo economico.

In ultima battuta, il Fronte Indipendentista Unidu vuole far presente al popolo sardo quanto sia scandaloso che dei cittadini viventi in Sardigna, seppur aventi una memoria storica che condividono con la nostra natzione solo l'ultima parte del proprio percorso, abbiano già dimenticato cosa significhi essere dei profughi, vivere l'incertezza, vivere la guerra.

Sa xenofobia e su ratzismu non nos apartenint, fintzas a s'Indipendèntzia!

Fronte Indipendentista Unidu

 
 

FRONTE - Comunicato per incendio a Teulada

Categoria: Comunicati

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Alla cortese attenzione degli organi di stampa,

"FRONTE - Comunicato per incendio a Teulada"

Il Fronte Indipendentista Unidu ha partecipato questa mattina al corteo lungo la base militare di Decimomannu, indetto dalla rete "No basi né qui né altrove".

Abbiamo verificato come le preoccupazioni fossero più che fondate: lo spostamento delle esercitazioni autunnali con lo strumentale zuccherino dello Stato è stato negli ultimi giorni finalizzato allo stigmatizzare la lotta contro l'occupazione militare agli occhi dell'opinione pubblica e, al contempo, allentare la tensione in vista del corteo a Decimomannu.

Dopo gli ambigui comunicati dell'Aeronautica, le menzogne su esercitazioni inventate dai sardi - al contrario si tratta di una base militare in piena, impattante e redditizia attività - abbiamo assistito alla chiusura del cerchio. I manifestanti hanno subito un attacco gratuito da parte delle forze di occupazione italiane schierate a difesa della Base.

 

L'incendio all'interno del Poligono di Teulada rappresenta l'ennesimo episodio di aggressione e distruzione delle risorse naturali della Natzione Sarda, continuamente sottoposta ad una feroce spoliazione. In seguito all'incendio di Capo Frasca del settembre scorso. Dopo i venti ettari andati in fumo, le successive mobilitazioni popolari, il governo Pigliaru pensò di sedare il contrasto tra interessi statali italiani e nazionali sardi con la carta del fermo estivo delle esercitazioni dal 1° giugno al 30 settembre: le esercitazioni danneggiano il turismo e mettono a rischio l'attrattività della Sardigna, questa fu l’argomentata motivazione.

Da indipendentisti abbiamo sempre considerato queste prese di posizione come scelte sterili e striscianti, portatrici di sottomissione, in quanto non inserite in un più ampio quadro che miri con fermezza alla smilitarizzazione della nostra Natzione, unico e coerente sentiero per la crescita e lo sviluppo del Popolo sardo. Questo approccio è ancor più contraddittorio dal momento che l'agenda economica della Ras sottolineava contemporaneamente "l'importanza dei poligoni e aeroporti militari in Sardegna, per un armonioso sviluppo delle politiche industriali".
Oltre a legare propagandisticamente la tutela di salute e sicurezza dei sardi in modo subalterno alla presenza turistica e alle esigenze militari italiane, abbiamo constatato che la sottomissione nei confronti dello Stato da parte della regione in quell'occasione raggiunse il grottesco quando, la stessa Ras, a dispetto della volontà dei sardi, "dimenticò" di richiedere il risarcimento per i danni dell'incendio di Capo Frasca.

Per quanto riguarda l'incendio di Teulada, verificatosi nel criptorazzista periodo di "fermo turistico", le cause specifiche (quella generale è l'occupazione militare) sono in fase di accertamento. La Difesa assicura che i patti sono stati rispettati e che la Ras scoprirà le cause reali. Non riteniamo ci siano buone ragioni per credere alla versione dello Stato e al megafono coloniale del governo Pigliaru; e perciò, in questo clima di raggiro propagandistico, denunciamo l'ennesimo danno al nostro territorio da parte della Difesa italiana, in quanto responsabile oggettiva in forza dell'occupazione militare che la rende prima e principale protagonista della devastazione della Sardigna, tanto quella programmata e legale quanto quella accidentale. Teulada, territorio tra i più martoriati dall'occupazione militare, è l'ennesima e avvilente prova che le infrastrutture militari italiane (tanto care al governo Pigliaru) oggi, ancor più che in passato, sono strategiche per gli affari del colonialismo italiano in Sardigna, non sicuramente per la crescita economica e lo sviluppo dei Sardi.

Rilanciamo con forza la necessità di un impegno organizzato e programmatico da parte delle componenti più sensibili della società sarda, atto a costruire le prerogative democratiche e popolari che porti alla soluzione definitiva del problema occupazione militare in Sardigna: Lo smantellamento delle strutture presenti sul nostro territorio nazionale, su cui deve esercitare sovranità solo il Popolo Sardo!

Fronte Indipendentista Unidu

 

Il Fronte Indipendentista Unidu sulle prossime amministrative

Categoria: Comunicati

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Il Fronte Indipendentista Unidu sulle prossime amministrative.

Quella attuale è una della fasi più difficili che l'indipendentismo si trovi ad affrontare. Intorno alla fine degli anni ’90 e inizi 2000 moltissimi sardi e sarde si sono schierati sulla linea della lotta indipendentista e diverse organizzazioni indipendentiste sono nate con caratterizzazioni ideologiche e simboliche diverse tra loro, ma con in comune l’aspetto attivista e militante. La necessità all’epoca era quella di creare un immaginario indipendentista allettante per il nostro popolo, fatto di battaglie nazionali forti mediaticamente e a livello di mobilitazione militante, che creasse una coscienza di riferimento necessaria alla crescita di un indipendentismo in rottura con le vestigia dell’autonomismo e che si ponesse in antagonismo completo con i partiti italiani per la costruzione di un movimento di liberazione nazionale sardo. Una fase storica ricca di contraddizioni e di successi parziali, di difesa dalla respressione, di lotte importanti contro il colonialismo italiano, acquisizione di consapevolezze storiche, culturali e politiche indipendentiste, che hanno arricchito il bagaglio d'analisi a disposizione dell'indipendentismo tutto e della Nazione Sarda.

Negli ultimi anni stiamo assistendo all’arretramento della capacità organizzativa militante dell’indipendentismo e il distacco totale dalle dinamiche delle comunità. Le organizzazioni indipendentiste sono molto meno presenti nei territori rispetto al passato, ma contemporaneamente emergono nei territori fenomeni, se non proprio nuovi, che presentano però caratteristiche interessanti: molte realtà sociali, culturali ed economiche, in questa fase si stanno spostando verso l’indipendentismo. Ovviamente, non tutte rappresentano l’espressione della volontà politica nazionale necessaria alla dichiarazione di indipendenza nazionale, ma si può leggere in questa fase la diffusione di un certo sentimento nazionalista e in alcune occasioni schiettamente anticolonialista.

Questo “indipendentismo diffuso” è senz’altro il prodotto del lavoro degli ultimi vent’anni, è il frutto di quel lavoro sulla coscienza nazionale sarda su cui tanto ci si è spesi negli ultimi vent’anni.

Alle prossime amministrative saranno presenti componenti indipendentiste slegate dalle  organizzazioni storiche candidata in liste civiche, con programmi che spesso vertono su pratiche di governo partecipative dei propri territori, con una manifesta volontà di cercare il coinvolgimento della propria comunità su temi importanti come la nostra lingua, la storia nazionale, lo sviluppo agricolo, un'alternativa solidale concreta da opporre agli ammortizzatori sociali ammazza-dignità dei nostri lavoratori, un ritorno al senso di cooperazione per il lavoro per tutti e di contrasto dei progetti di speculazione energetica ed edilizia.

L’indipendentismo deve dimostrare maturità e sostenere la lotta nei territori, convergendo su azioni politiche comuni che permettano di tracciare una linea che distingua chiaramente gli interessi collettivi nazionali dagli interessi coloniali.

La scelta in questa fase è quindi una: sostenere chi vuole organizzare il lavoro politico nei territori permettendo alla nostra gente di avvicinarsi e militare nell’indipendentismo, lottando direttamente a casa propria contro le proprie contraddizioni quotidiane, direttamente contro i responsabili della gestione politica coloniale dei nostri comuni, lì dove la linea colonialista dello stato è più dura nell’attacco al mondo del lavoro, al tessuto sociale, veicolato dall’occupazione militare delle nostre terre, o da piani energetici ed edilizi folli o attuata nello smantellamento  dell’offerta socio-sanitaria pubblica.

Dobbiamo promuovere una pratica partecipativa dell’indipendentismo e delle sue ragioni, che sia attuabile  e praticabile.
Per questo il FIU ritiene sia fondamentale sostenere gli indipendentisti schierati sulla linea anticolonialista e di appartenenza alla lotta di liberazione nazionale.

Pertanto FIU chiede agli indipendentisti candidati alle prossime amministrative che si riconoscono nella nostra prospettiva di fare propri i seguenti punti anticolonialisti:

-          Difesa e utilizzo della Lingua Sarda: volontà e impegno nel percorso del bilinguismo per gli atti ufficiali e per i manifesti degli eventi organizzati o patrocinati dal Comune, per la toponomastica bilingue sardo-italiano, previlegiando riferimenti alla storia e cultura nazionale sarda, con la volontà di integrazione della stessa con i percorsi scolastici dei giovani sardi.

-          Difesa dei presidi sanitari e pianificazione concreta programmazione sanitariache garantisca al nostro popolo"..mi sa ci sono delle ripetizioni ancheal fine di dare al nostro popolo la possibilità concreta di essere curato ed assistito da una sanità pubblica, libera da clientele deleterie, e realmente disegnata sulle caratteristiche e dinamiche socio-demografiche della Nazione, salvaguardando il diritto alla salute e partendo dall'idea che la Sardigna non ha specificità o caratteristiche più o meno marginali, ma è una Nazione a tutto tondo e in tal senso va considerata, anche, nella sua politica sanitaria.

-          Dichiarazione di indisponibilità delle acque, del suolo e del sottosuolo sardo sia a servitù militari che deposito di scorie, industriali o nucleari. Appoggio ad un percorso che veda le comunità della Nazione unite nell'intraprendere un percorso di smilitarizzazione del nostro territorio delineando per la Sardegna un orizzonte di pace in un contesto internazionale sempre più instabile.

-          Impegno totale per la comunità al contrasto delle nuove servitù energetiche e sfruttamento delle risorse naturali della Nazione che rinsaldano lo sfruttamento della Sardegna. Impegno degli amministratori al "debat public" prima di qualsiasi atto di indirizzo in materia e opposizione allo sciagurato Sblocca Italia e alla linea politica neocentralista dello Stato italiano.

-          Monitoraggio delle licenze in applicazione  della L.R. n. 8/2015, per contrastare gli eventuali danni al nostro patrimonio collettivo storico ed ambientale.

In questa prospettiva di liberazione nazionale e di emancipazione delle comunità, il FIU è disposto a collaborare e sostenere ogni attività ed ogni lotta che si riterrà necessaria nei territori.

Buon lavoro dunque per la costruzione dell’autogoverno territoriale a tutti gli indipendentisti coerenti, schierati a difesa della nostra terra.

Fronte Indipendentista Unidu

 

 

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