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Riprende il processo contro l’indipendentismo. Partecipiamo numerosi!

Categoria: Comunicati

 

 

Nel silenzio generale è in corso il più grande processo all’indipendentismo della storia recente della Sardegna.

Il 12 ottobre, alle 10:00, si 12080742 10206809319743343 1154152228 nsvolgerà presso il Tribunale di Sassari l’udienza del processo contro diversi esponenti dell’ormai disciolta A Manca pro s’Indipendentzia e contro altri militanti dell’antagonismo sardo per fatti accaduti a cavallo tra gli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila. Ricordiamo che l’operazione Arcadia fu il frutto del cosiddetto “teorema Pisanu”, ovvero una vera e propria strategia repressiva tesa a pacificare definitivamente la colonia Sardegna per consegnarla tranquillamente a multinazionali ed Esercito Italiano, distruggendo tutte le istanze in lotta per una sua effettiva liberazione. L’operazione Arcadia fu volta ad ottenere due obiettivi ben specifici: 1. la distruzione della sinistra indipendentista 2. scongiurare l'unità delle forze indipendentiste. Per anni la parte più conseguente del movimento indipendentista, e non solo la sua sinistra, lottò duramente per denunciare la repressione e rispedire al mittente tutte le accuse frutto di una incredibile montatura giudiziaria, mediatica e politica. Dobbiamo purtroppo constatare però che su questo processo è calato il silenzio e l’attenzione del movimento indipendentista è rivolta altrove. Ci sembra un errore a cui è necessario rimediare, perché non esistono dati concreti che possano farci supporre che lo Stato italiano abbia cambiato strategia verso l’indipendentismo. La lotta contro la repressione e per le libertà democratiche fondamentali deve essere un volano di unità di tutto il movimento indipendentista e di tutte quelle componenti della società sarda che credono nelle libertà civili e politiche. Sotto processo non sono solo i militanti rinviati a giudizio, ma tutti coloro i quali dedicano la propria vita a difendere la Sardegna dalla colonizzazione. Su questo punto, come su altri di interesse nazionale, non ci si può dividere e si deve marciare compatti! Il Fronte Indipendentista Unidu sarà presente con una delegazione all'udienza del processo Arcadia e invita tutti i movimenti indipendentisti e i cittadini sardi sensibili di fronte all'ennesima tappa di un lungo e sanguinoso castello repressivo.

 

TEMPIO. IL FIU: QUALE SVILUPPO PER TEMPIO

Categoria: Comunicati

Tempio Pausania. Il Fronte Indipendentista Unidu in merito all’ex Palazzina Comando e prospettive di sviluppo della città

Il Fronte Indipendentista Unidu accoglie con favore la recente delibera consiliare dell'amministrazione tempiese sul rinvio del Protocollo di Intesa col Demanio. Come noto, l'accordo prevede la cessione dell'Ex Palazzina Comando al fine di disporne l'Arma dei Carabinieri. Riguardo il Demanio, ricordiamo lo scaricabarile sulla comunità dell'ex Base Usaf di Limbara, effetti deleteri per Tempio derivanti dallo sciagurato Federalismo Demaniale all'italiana ad opera di Roberto Calderoli (Lega Nord).    500x300-TEMPIO-px

Nel merito del Protocollo e della programmazione territoriale, valutiamo come segno di gestione inefficiente il costo per la riconversione in caserma e, rilevanti, i mancati benefici di quanto già investito e utilizzabile allo stato attuale grazie a fondi europei per circa 2,8 milioni di euro. La Palazzina è contigua alla struttura arrugginita di pertinenza del Sacro Cuore che da oltre un decennio campeggia su un terreno donato dal Comune a fine anni ’90 e che contribuisce ad accrescere le problematiche della Pischinaccia. Più ampiamente, questo va ricordato per il recente affidamento alla stessa parrocchia del complesso di Rinaggiu. La futura chiesa continua ad assorbire risorse, come nel caso del finanziamento prevalentemente pubblico della RAS, che la Cei compartecipa complessivamente per un quarto. Questa linea di finanziamento sul territorio si inserisce nel più ampio quadro di sviluppo individuato per la Pischinaccia; come sottolineato all’atto della concessione, infatti, “il compendio si trova infatti molto vicino alla nuova Chiesa del Sacro Cuore in costruzione i cui lavori ripartiranno a breve”. Va detto che il “breve” prosegue da 15 anni e, sempre conti alla mano, oggi per la conclusione della chiesa si spendono circa 900.000 euro dalla RAS.

In merito all’affidamento dei 15 ettari del complesso di Rinagghju, emblematiche le dichiarazioni di Frediani – “Mi auguro che ora la Chiesa riesca a fare quello che né le amministrazioni né gli imprenditori sono riusciti a fare negli ultimi 50 anni” – ponendo automaticamente il suo mandato fuori dal novero delle amministrazioni o riservando per questa giustificazioni particolari. Il proposito del Sindaco, per ovviare alla scarsa amministrazione pubblica e imprenditoria, è il turismo religioso di crisponiana memoria: da un lato si comunica la Convenzione con una dicitura etico-sociale di difficile collocazione e, dall’altro, l’azione concreta tramite una ONLUS allo scopo costituita. Al progetto del Sacro Cuore, oggetto di convenzione con il Comune, riserviamo un’analisi separata.

Nel Protocollo di Intesa oggetto di rinvio, al Comune andrebbe l’ex carcere La Rutunda, un altro rudere che l’amministrazione dovrebbe mettere a sistema reperendo finanziamenti specifici o impiegando risorse proprie, sostenendo la burocrazia del caso e occupandosi della custodia. I livelli di governo superiori, soprattutto quello statale, fanno il bello e cattivo tempo entrando in possesso di opere finite e funzionali con tutt’altra destinazione, impiegando ulteriori risorse che andrebbero proficuamente destinate allo sviluppo socioeconomico della città (fondi PAI, per circa 3 milioni di euro), aggravando così le condizioni della finanza pubblica locale già ampiamente degradata. A tal proposito, la garanzia di non-acquisizione a bilancio e la forma di reciproca concessione costituiscano finte, quanto grottesche, rassicurazioni. Nella sostanza patrimoniale, il profilo di costi-opportunità per la comunità, gli oneri di ridestinazione della Palazzina e di recupero de La Rutunda, dispiega effetti sul territorio a prescindere dall’allocazione formale in bilancio e, a leggere il Protocollo, anche in modo preoccupante per quanto riguarda l’atteggiamento dell’amministrazione comunale.

In particolare, alla voce Oneri finanziari (art. 6), si precisa ambiguamente che il Protocollo “non comporta oneri finanziari a carico delle Parti” (male, data la differenza di valore d’uso al momento tra la Palazzina e La Rutunda) salvo poi aggiungere in seguito che “eventuali oneri discendenti dai singoli contratti attuativi (ovvero il cuore della scambio, cioè le conseguenze dell’indirizzo pubblico) di cui ai precedenti articoli 3 e 4 saranno a carico del Comune”. Allo stesso modo, il punto Controversie (art. 5), lascia ancor più perplessi nel prevedere che Comune e Demanio, “si impegnano a definire bonariamente, tenendo conto del preminente interesse pubblico, ogni eventuale controversia derivante dall’esecuzione del presente Protocollo di Intesa”.

Da più di un anno il Fronte Indipendentista Unidu segue la questione e si è espresso in tal senso partecipando assemblee pubbliche e intraprendendo un confronto con l’amministrazione cittadina che, seppur spesso molto aspro, ha consentito di ottenere un quadro più chiaro e maggiori informazioni in merito alla nostra comunità. I tentativi dello Stato di depauperare il patrimonio pubblico appesantendone la gestione strutturale della comunità non sono una novità, come non lo sono amministrazioni cittadine prone nelle richieste, deboli nelle rivendicazioni e ambigue negli interessi perseguiti. In merito a Palazzina e futuro sviluppo della Pischinaccia, spesse volte la prospettiva delineata per la città appare miope. Per una città che aspira al recupero e alla redditività dei propri capitali, alla promozione territoriale, alla rivitalizzazione di servizi pubblici e privati nel turismo e nella cultura, la prospettiva di Forze Armate-Chiesa-Volontariato lascia, quantomeno, perplessi. Questo vale ma, va detto, sconta i vari vincoli che pesano sull’amministrazione comunale e la complessità di riqualificare e valorizzare una realtà incancrenita anche dal contenzioso con l’ATI sassarese originato nello scorso mandato.

Ribadiamo che l’attenzione sul tema sarà massima e rinnoviamo il contributo alla popolazione nella difesa e sviluppo della comunità.

Fronte Indipendentista Unidu

 

*Documento per la stampa pubblicato originariamente il 26 aprile 2015

 

 

Tossilo, cominciamo dalla salute

Categoria: Comunicati

La Sardigna non ha bisogno di nuove scelte scellerate per lo smaltimento dei rifiuti.

 

Un impianto di smaltimento rifiuti a pochi passi da un altro impianto di smaltimento?        12032557 10206722794500266 157508560 n
Alcuni direbbero che è follia; qualcun altro, in mala fede o con lungimiranza, direbbe che è il solito malaffare all’italiana; eppure a Macomer si pensa di costruire questo nuovo impianto proprio di fronte all’impianto di compostaggio della Tossilo S.p.A.. Una settimana fa, infatti, la GLM Ambiente s.r.l. ha presentato il progetto per quello che non sarebbe altro che un doppione dell'impianto già esistente.

In verità, sarebbe meglio dire, la GLM ha ripresentato il progetto, perché questo è la copia di uno bocciato nel 2013 dalla Provincia di Nuoro. A distanza di due anni la GLM ci riprova, forte di un contributo pubblico di 10 milioni di euro ottenuti dall'Accordo di Programma per l'area di crisi di Tossilo e con il, seppur vago, appoggio dell'amministrazione comunale di Macomer. Dieci milioni di euro per costruire un impianto di smaltimento fotocopia, risorse da destinare al contrario al finanziamento di progetti di imprese locali che avrebbero potuto generare ben più dei 15 insostenibili posti di lavoro annunciati dalla GLM o, ancora più urgentemente, ripristino e bonifiche del territorio indispensabili pressoché ovunque in Sardegna.

Un impianto di smaltimento inutile che andrebbe a creare altro inquinamento e altri danni ad un territorio fortemente compromesso, dove il sindaco Succu e i sovranisti di Maninchedda al governo dopo la moratoria per l'incenerimento di qualche anno fa, oggi sostengono il revamping di Tossilo da 60.000 tonnellate di rifiuti l'anno e 40 milioni di investimento, come supportano il carbone di Ottana o il bioetanolo del Sulcis.

Parliamo di impianto inutile perché Macomer e la Sardigna non hanno bisogno del progetto della GLM. Non ne ha bisogno Macomer, perché esiste l’impianto della Tossilo S.p.a. ed  è prevista la costruzione di un altro impianto a Prato Sardo (Nùgoro). Non ne ha bisogno la Sardegna perché, nonostante la GLM preveda di effettuare la raccolta nel Sassarese e persino in Gallura, gli impianti presenti nella nostra Natzione sono in grado di trattare 280.000 tonnellate di rifiuti l'anno a fronte di una produzione di 190.000 tonnellate l'anno. Parliamo di territorio martoriato e inquinato a sufficienza perché, nonostante alcuni studi cerchino di dimostrare lo scarso impatto ambientale e sulla salute dell'inceneritore, a Macomer purtroppo parlare di diossina e tumori non è un tabù, anzi! Ne parlano le centinaia di imprenditori, non solo di Macomer, che cercano invano di produrre biologico e si trovano ad aver a che fare con terreni e falde inquinate, come parlano i dati del Centro Epidemiologico dell'ASL di Nùgoro che evidenziano la situazione disastrosa dell'incidenza tumorale nel distretto di Macomer, aggravatasi negli ultimi anni con un incremento dieci volte superiore rispetto alla media.

Per questo il Fronte Indipendentista Unidu ribadisce il suo appoggio al comitato Non Bruciamoci il Futuro-Macomer, a Zero Waste Sardegna e tutti quei comitati e associazioni che si oppongono alle devastazioni della nostra terra, del nostro popolo, della nostra Natzione. Non possiamo non preoccuparci del nuovo assetto italiano nel settore rifiuti, sapendo che il sovradimensionamento della capacità di incenerimento non è casuale ma è finalizzato, in forza dello Sblocca Italia, a considerare gli inceneritori come “interesse nazionale”, potendo questi attrarre rifiuti anche da regioni che ne risultino oberate. La Sardegna come pattumiera dell'Italia e delle sue politiche industriali: nulla di nuovo, verrebbe da dire.

La Sardigna non ha bisogno di altro incenerimento, non ha bisogno di ulteriore inquinamento, giacché ha ottenuto il primato come “regione” più inquinata d’Italia e vorremmo lo perda anziché consolidarlo, e e insostenibili che a fronte di pochissimi posti di lavoro sacrificano un popolo, una terra e capitali per milioni e milioni di euro. La Sardigna non è Italia e tanto più non è una discarica italiana.

Fronte Indipendentista Unidu

 

Campagna “Su sardu est sa limba nostra”

Categoria: Comunicati

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Il Fronte Indipendentista Unidu inaugura la campagna “su sardu est sa limba nostra”.

Da una idea del Prof. Bainzu Piliu prepareremo dei cartelli bilingue (italiano e sardo; italiano e gallurese) da proporre agli esercizi commerciali che sposino la campagna.

Il cartello recherà la scritta “qui si parla anche l’italiano” in doppia lingua a ricordare che la nostra lingua naturale è il sardo (o lingue alloglotte) il quale non viene per nulla tutelato né dallo stato italiano, né dalla Regione Sarda in aperta contraddizione con l’articolo 6 della Costituzione Repubblicana, né con la European Charter for Regional or Minority Languages, (ECRML) cioè un trattato internazionale concluso a Strasburgo il 5 novembre 1992 che l’Italia non ha ancora ratificato e neppure con la legge regionale 26 del 1997 che la Giunta Pigliaru sta in pratica lasciando lentamente cadere in disuso. 

Le attività di valorizzazione e tutela della lingua sarda (e lingue alloglotte) sono praticamente ferme: il progetto di collaborazione tra le università di Cagliari e di Edimburgo è legato al palo; i finanziamenti scolastici per l’insegmamento del sardo sono stati ridotti notevolmente e per l’anno scolastico 2014-2015 le famiglie non hanno avuto la possibilità di indicare la volontà dei ragazzi di apprendere il sardo, danneggiando sia i ragazzi, sia i lavoratori del settore; non è stato approvato il Piano Triennale Linguistico che garantiva progettualità autonoma per la tutela e la valorizzazione effettiva della lingua sarda.

In contemporanea la giunta Pigliaru spende 14 milioni di euro nel progetto “iscola” che come fanno osservare molti intellettuali ed operatori della scuola di sardo “ha soltanto il nome”, escludendo completamente contenuti sulla cultura e la storia sarda e il sardo come lingua veicolare. 

Il Fronte Indipendentista Unidu sostiene la lotta per il bilinguismo, a cominciare dall’utilizzo del sardo come lingua veicolare nell’insegnamento e il suo costante e normale utilizzo nell’amministrazione pubblica, nella cartellonistica, nei mezzi di informazione e nelle azioni promozionali. 

Soltanto attraverso l’utilizzo ufficiale della lingua in maniera via via crescente fino ad arrivare al bilinguismo perfetto la lingua sarda potrà essere salvaguardata, altrimenti è destinata ad estinguersi e a essere completamente soppiantata dall’egemonia schiacciante dell’italiano. 

Alla conferenza stampa sono interventuti:

Bainzu Piliu, storico militante per il bilinguismo. 

Simone Frau, Centro Comunicazione Politica del Fronte Indipendentista

Carlo Manca, Responsabile Lingua Sarda del Fronte Indipendentista Unidu

 

 

 

 

 

Atzione Antifascista a Tempio

Categoria: Comunicati

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Lu Fronte Indipendentista Unidu torrà a signalà lu propiu appogghju a l'azioni antifascista di la sirintina di luni, dì 7 di capidannu, ulganizzata illu Parco delle Rimembranze di Tèmpiu da Atzione Antifascista Nord Saldigna. L'azioni ha vistu la palticipazioni di umbè di cioani antifascisti timpiesi e gaddhuresi, cuntrariati da lu schilévriu di orìgini neofascista di lu parco, locu centrali di la 'ita di la citai, in palticulari di li più cioani, e locu d'arreu pa visitadori da tuttu lu mundu.

Lu Fronte Indipendentista Unidu ha subitu nuttatu l'infami attu e aspittatu, a boitu, un intilventu di lu manegghju Biancareddu, in palticulari di lu delegatu a lu Dicoru ulbanu, Giuseppe Usai. Illa mattessi manera, aemu aspittatu una presa di pusizioni civica e pulitica, puru chista a boitu, innant' a la sustanzia fascista di lu dannu cuzzu di 'alori chi ghjabbani la tranchillitai e la paci di la comunitai timpiesa e di tutta la Nazioni salda. Malchemu l'inattivitai di lu manegghju comunali ill'ultimi chiti e aggradimu l'azioni di li cioani antifascisti saldi, duppiamenti oppultuna figghjulendi l'annu scolasticu chi cumenciarà da chinci a pocu.

 

Il Fronte Indipendentista Unidu ribadisce il proprio appoggio all'azione antifascista realizzata nel pomeriggio di lunedì 7 settembre 2015 al Parco delle Rimembranze di Tempio promossa da Atzione Antifascista Nord Sardigna. L'iniziativa ha visto la partecipazione di molti giovani tempiesi e galluresi, indignati dal deturpamento di matrice neofascista del parco, luogo centrale della vita della città, in particolare dei più giovani, e punto di arrivo in città di visitatori da tutto il mondo.

Il Fronte Indipendentista Unidu ha immediatamente notato l'ignobile atto e atteso, invano, un intervento dell'amministrazione Biancareddu, in particolare del delegato al Decoro urbano, Giuseppe Usai. Allo stesso modo, abbiamo atteso una presa di posizione civica e politica, anch'essa disattesa, sul contenuto fascista del deturpamento intriso di valori che minacciano la stabilità e la pace della comunità tempiese e di tutta la Natzione sarda. Sottolineiamo l'inattività dell'amministrazione comunale nelle ultime settimane e apprezziamo l'iniziativa dei giovani antifascisti sardi, doppiamente opportuna in vista del prossimo inizio dell'anno scolastico.

#Fronte Indipendentista Unidu

 

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