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Faradda di li Candareri 2016

Categoria: Comunicati
14 agosto festa del Fronte
per la Faradda di li Candareri
 

Invito aperto al movimento indipendentista per una massiccia partecipazione ai lavoro dell’Assemblea Generale Sarda Contro l’Occupazione Militare

Categoria: Comunicati

 

 

Invito aperto al movimento indipendentista per una massiccia partecipazione ai lavoro dell’Assemblea Generale Sarda Contro l’Occupazione Militare

Il Fronte Indipendentista Unidu ha da subito accolto l’invito del Comitato Studentesco Contro l’Occupazione Militare a costruire un percorso di rilancio della lotta contro la massiccia presenza militare straniera sulla nostra terra.

Riteniamo positiva la proposta di fare ripartire il dibattito in maniera democratica e paritaria e soprattutto l’idea di andare paese per paese, comunità per comunità a spiegare le nostre ragione e a decostruire la narrazione secondo cui le basi e i poligoni militari portano lavoro e altri benefici alla società sarda.

Per questo abbiamo partecipato fin dal principio contribuendo con le nostre forze ad organizzare incontri di preparazione alla grande assemblea nazionale tenutasi – non a caso – il 2 giugno a Bauladu, vale a dire il giono in cui lo stato italiano sfoggia tutto il suo apparate militare, sciovinista e colonialista.

A Bauladu abbiamo trovato un clima sereno e collaborativo e abbiamo capito che era necessario il massimo impegno degli indipendentisti perché la lotta non si appiattisse su generici contenuti pacifisti e antimilitaristi ma assumesse anche un valore aggiunto preziosissimo per la nostra terra: costruire un ampio movimento di massa contro una delle facce più devastanti e opprimenti dell’occupazione colonialista della nostra terra, ovvero la trasfromazione della nostra patria in portaerei della NATO e della Repubblica italiana!

Abbiamo dato la nostra adesione ufficiale, abbiamo avanzato le nostre proposte e ora stiamo lavorando nei gruppi di lavoro che si sono formati in vista del campeggio AFORASCAMP che si terrà nel bellissimo bosco di Selene a Lanusei dal 7 all’11 settembre.

In questi giorni stiamo contribuendo attivamente con tutte le nostre forze a diffondere la campagna muraria plurilingue (inglese, sardo, gallurese e italiano) con cui vogliamo informare cittadini sardi, emigrati di ritorno per le ferie estive e turisti sulla mobilitazione in atto.

Il lavoro sta procedendo speditamente ma riteniamo necessario che l’indipendentismo – organizzato o meno – dia un contributo ancora maggiore.

Soltanto partecipando, avanzando proposte in maniera democratica e orizzontale è possibile fare nascere un movimento di liberazione dall’occupazione militare e dalla guerra, che sicuramente ad oggi rappresenta uno dei pilastri della lotta di liberazione del nostro paese.

Ci rivolgiamo dunque a tutti gli indipendentisti sardi (alle organizzazioni così come ai singoli) perché in questi giorni partecipino agli attacchinaggi della campagna muraria, ai gruppi di lavoro, alla distribuzione di materiale informativo in vista del campeggio. Soltanto così potremmo arrivare preparati per la vigorosa ripresa della mobilitazione contro poligoni ed esercitazioni militare in autunno.

Riconoscere la condizione di “occupazione militare” della nostra terra e costruire un grande movimento di massa, è la prima condizione necessaria perché si costruisca un movimento di liberazione nazionale capace di toccare anche altri punti di vitale importanza.

Ci aspettiamo dunque la collaborazione generosa e attiva di tutti voi!

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Sostituiamo la targa dedicata a Cossiga!

Categoria: Comunicati

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Sostituiamo la targa dedicata a Cossiga!

Le strade di Sassari sono già piene di nomi impresentabili, come per esempio vari esponenti della casata Savoia che tanto male fecero al nostro popolo e alla nostra terra ma, a quanto pare, non c’è limite al peggio! 

Come se non bastasse, la Giunta Sanna ha dedicato pochi giorni fa un tratto di corso Margherita di Savoia, nel tratto tra via Asproni e il vecchio ospedale civile, a Francesco Cossiga.

Il Fronte Indipendentista Unidu è assolutamente contrario a questa operazione vergognosa. Riteniamo che la commissione toponomastica di Sassari debba piuttosto occuparsi di sostituire tutte le vie e le piazze della nostra città intitolate ai Savoia, sostituendole con nomi dei patrioti sardi dei moti repubblicani e indipendentisti angioyani, con le figure di esponenti del mondo della cultura che ha espresso la Sardigna nel corso della sua lunga storia o restituire i nomi storici seguendo il lavoro fatto da Alessandro Ponzeletti. 

Francesco Cossiga, sebbene sardo di origine, non è invece degno di essere ricordato attraverso la dedica di un corso. Fra i tanti misfatti di questo oscuro personaggio ricordiamo la sua piena internità alla Gladio, struttura militare clandestina antisocialista guidata dall'americana CIA nell’ambito del progetto ‘Stay Behind’. Questa struttura terroristica alle dipendenze della CIA non era nota al Parlamento, mentre lo era a Cossiga fin dalla sua nomina a sottosegretario alla Difesa nel governo guidato da Moro nel 1966. Da questo momento in poi Cossiga diventerà l’uomo della Gladio. Ricordiamo anche che la Gladio aveva uno dei suoi epicentri clandestini proprio in Sardigna, come se non bastasse la destinazione d’uso ufficiale dell’isola a portaeri NATO del Mediterraneo decisa dalla DC e dai suoi alleati. A Poglina infatti, precisamente a Capo Marrargiu, si sono formati tutti i gladiatori (veri e propri terroristi di Stato) e uomini dei servizi segreti di Paesi alleati, alla faccia della democrazia, e dei diritti e della sicurezza dei sardi a parole tanto cari a Cossiga.

Ricordiamo inoltre che Cossiga nel 1977 diede direttive precise alle forze di polizie causando la morte di diversi militanti della sinistra e del movimento per i diritti civili, fra cui la studentessa romana Giorgiana Masi fucilata alle spalle da un agente e Francesco Lorusso anch’egli freddato dai carabinieri durante una manifestazione di piazza. Ed è a loro che noi dedicheremo il corso che l’amministrazione comunale di Sassari ha deciso di intitolare a Cossiga sostituendo il cartello con una targa uguale e identica recante la seguente dicitura: “Istradòne Giorgiana Masi e Francesco Lorusso”. 

Non tutti i sardi sono degni di essere ricordati e l’indipendentismo sardo è amico della memoria di tutti gli oppressi che nel mondo si sono levati in piedi contro l’oppressione”.

Seguiranno aggiornamenti sull’azione.

Fronte Indipendentista Unidu

 

NO ALL’APERTURA H 24 DEI SUPERMERCATI

Categoria: Comunicati

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NO ALL’APERTURA H 24 DEI SUPERMERCATI 

Il megamercato “Le Vele” Carrefour di Quartu S. Elena dal 4 luglio aprirà 24 ore su 24. Anche se la cosa è in via sperimentale è chiara la tendenza alla creazione dell’azienda totale dell’agroalimentare anche in Sardegna. 

Tutto incominciò con il Governo Monti (sostenuto dal centrosinistra) che con la controriforma “Salva Italia” venne liberalizzata totalmente la possibilità di apertura dei megamercati, 24 ore giornalieri, 365 giorni l’anno, mentre prima la competenza era nelle mani di Comuni e Regioni. 

Dopo aver sperimentato la cosa in continente la catene di megamercati Carrefour vuole portare anche in Sardegna questa insana pratica contraria ai diritti dei lavoratori e di concorrenza sleale alla distrubizione di prodotti sardi nei mercati civici e rionali. 

Siamo davanti all’azienda totale!

I megamercati sono già oggi la causa della dipendenza della Sardegna in materia agroalimentare (importiamo circa l’80% dei prodotti). Le concessioni facili distribuite da amministratori compiacenti, l’apertura 24 ore su 24 e 365 l’anno certo non aiuta la ripresa del settore e la riconquiesta del mercato interno da parte dei produttori sardi. 

I lavoratori inoltre, con la scusa della crisi e dell’ampia concorrenza e al ricatto occupazionale, sono soggetti a sempre peggiori condizioni contrattuali e sfruttamento intensivo e spesso sono vittime di mobbing e devono cedere ad un turnismo massacrante che con tali aperture è destinato a peggiorare sempre di più. 

Cosa chiediamo: 

• La stesura di una le legge regionale per la compatibilità antropica, culturale ed economica della media e grande distribuzione (valutazione d’impatto socio-economico, in linea con la Delibera della Giunta Regionale n. 55/108, del 29/12/2000, per la concessione di licenze per l’apertura di centri di media e grande distribuzione) che preveda la sospensione immediata delle nuove licenze ai centri della media e grande distribuzione;

• Obbligo di residenza fiscale per i centri della media e grande distribuzione esistenti.

• Creazione da parte dell’Assessorato regionale al Lavoro di uno sportello anonimo antimobbing 

• Ripristino della competenza comunale per l’apertura nei giorni festivi.

Invitiamo tutte le organizzazioni politiche, sindacali e sociali che hanno a cuore i diritti dei lavoratori e la difesa e la valorizzazione del comparto agroalimentare sardo a costruire partitariamente una mobilitazione per dire no all’apertura continua di supermercati e megamercati nella nostra terra! 

 

NO ALL’APERTURA H 24 DEI SUPERMERCATI

Categoria: Comunicati

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NO ALL'APERTURA H 24 DEI SUPERMERCATI

Il megamercato "Le Vele" Carrefour di Quartu S. Elena dal 4 luglio aprirà 24 ore su 24. Anche se la cosa è in via sperimentale è chiara la tendenza alla creazione dell'azienda totale dell'agroalimentare anche in Sardegna.

Tutto incominciò con il Governo Monti (sostenuto dal centrosinistra) che con la controriforma "Salva Italia" venne liberalizzata totalmente la possibilità di apertura dei megamercati, 24 ore giornalieri, 365 giorni l'anno, mentre prima la competenza era nelle mani di Comuni e Regioni.

Dopo aver sperimentato la cosa in continente la catene di megamercati Carrefour vuole portare anche in Sardegna questa insana pratica contraria ai diritti dei lavoratori e di concorrenza sleale alla distrubizione di prodotti sardi nei mercati civici e rionali.

Siamo davanti all'azienda totale!

I megamercati sono già oggi la causa della dipendenza della Sardegna in materia agroalimentare (importiamo circa l'80% dei prodotti). Le concessioni facili distribuite da amministratori compiacenti, l'apertura 24 ore su 24 e 365 l'anno certo non aiuta la ripresa del settore e la riconquiesta del mercato interno da parte dei produttori sardi.

I lavoratori inoltre, con la scusa della crisi e dell'ampia concorrenza e al ricatto occupazionale, sono soggetti a sempre peggiori condizioni contrattuali e sfruttamento intensivo e spesso sono vittime di mobbing e devono cedere ad un turnismo massacrante che con tali aperture è destinato a peggiorare sempre di più.

Cosa chiediamo:

  • - La stesura di una le legge regionale per la compatibilità antropica, culturale ed economica della media e grande distribuzione (valutazione d'impatto socio-economico, in linea con la Delibera della Giunta Regionale n. 55/108, del 29/12/2000, per la concessione di licenze per l'apertura di centri di media e grande distribuzione) che preveda la sospensione immediata delle nuove licenze ai centri della media e grande distribuzione;
  • - Obbligo di residenza fiscale per i centri della media e grande distribuzione esistenti.
  • - Creazione da parte dell'Assessorato regionale al Lavoro di uno sportello anonimo antimobbing
  • - Ripristino della competenza comunale per l'apertura nei giorni festivi.

Invitiamo tutte le organizzazioni politiche, sindacali e sociali che hanno a cuore i diritti dei lavoratori e la difesa e la valorizzazione del comparto agroalimentare sardo a costruire partitariamente una mobilitazione per dire no all'apertura continua di supermercati e megamercati nella nostra terra!

 

 

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