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Video intervista di Cristiano Sabino a La Nuova Sardegna

Creato: 08 Maggio 2014

01Pubblichiamo l'intervista rilasciata al quotidiano La Nuova Sardegna dal nostro candidato sindaco Cristiano Sabino, sia nell'articolo del quotidiano cartaceo che l'intervista video andata in streaming giovedi 8 Maggio dove i cittadini hanno potuto porre delle domande sul progetto del Fronte per la città.

 

Articolo in formato cartaceo

 

 

 

VIDEO INTERVISTA

 

I candidati alle elezioni comunali di Sassari 2014

Creato: 26 Gennaio 2014

CRISTIANO SABINO SINDACO DI SASSARI

Cristiano Sabino, docente di Storia e Filosofia, 34 anni, nato e vissuto a Sassari, laureato in Filosofia. Discute la tesi di Dottorato di Ricerca presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Insegna Filosofia e Storia nei licei di Sassari dove lavora come precario. Da sempre attivo nelle lotte studentesche, contro la guerra, nei movimenti sociali, nelle lotte in difesa dell'ambiente, nelle rivendicazioni dei lavoratori. È attualmente  uno dei delegati all'Assemblea Nazionale del Fronte Indipendentista Unidu per il territorio di Sassari.

 

 

 

 

 

LISTA DEI CANDIDATI CONSIGLIERI

01 - Davide Canu*

02 - Maria Borghesi 

03 - Riccardo Manconi 

04 - Ninni Tedesco

05 - Carlo Manca 

06 - Graziella Deffenu 

07 - Gavino Ricci

08 - Rita Pilotto*

09 - Bruno Bellomonte

10 - Maria Paola Dettori

11 - Guido Podda

12 - Luana Farina (nota Amantia Martinelli)

13 - Gavino Junior Carboni

14 - Marisa Tedde

15 - Romano Bisensi

16 - Milena Argiolas

17 - Salvatore Palita (noto Tore)

18 - Rosa Foddai

19 - Simone Frau

20 - Caterina Tani

21 - Andrea Zoccheddu

22 - Patrizia Senes

23 - Marcello Contini

24 - Francesco Fiori


(*) Movimento per il lavoro i diritti e l'ambiente

 

Il programma per Sassari

Creato: 21 Dicembre 2013

Programma di governo per Sassari
versione estesa - aggiornamento 08/05/2014

 


Sassari, la nostra città è differente!

Chi ha amministrato Sassari negli ultimi decenni non ha saputo valorizzare nessuna delle risorse naturali, economiche, artistiche e culturali presenti non solo in città ma anche nel vastissimo territorio comunale.

Grande distribuzione, gioco d’azzardo, degrado urbano, abbandono dell’agro e clientelismo politico stanno uccidendo la nostra città.
Dobbiamo agire subito con un moto d’orgoglio, altrimenti l’agonia diventerà inarrestabile!

Alle prossime elezioni si presenteranno i soliti due schieramenti (o loro varianti) che in questi anni si sono rimbalzati la palla per dare concessioni ai supermercati e megamercati, lasciare morire l’economia del centro città, abbandonare l’agro senza promuovere alcuna politica di collegamento tra la città con il resto del territorio comunale, ignorare e cancellare la nostra storia, la nostra cultura e sacrificare le periferie e le borgate a sobborghi-dormitorio privi di servizi e spazi sociali.

Nessuna di queste persone, a prescindere da come si travesta, ha diritto di parlare di “cambiamento”, in particolare chi ha svolto ruoli di amministrazione nelle ultime giunte e non se ne è mai dissociato!

Gli indipendentisti in questi anni hanno promosso diverse iniziative e animato un forte dibattito politico, economico, sociale e culturale. Abbiamo promosso il polo agroalimentare della Nurra, contro l’abbandono
della campagna e la rivalorizzazione dei saperi artigiani e contadini. Abbiamo denunciato il proliferare della grande distribuzione organizzata che supera i livelli di guardia diventando una vera e propria diseconomia estranea che ci toglie sovranità alimentare, svuota i nostri quartieri a beneficio di una cosiddetta “zona industriale” anonima e finalizzata al consumismo, drena imponenti risorse economiche verso le casse di multinazionali che non reinvestono i loro guadagni né in città né  in Sardegna e che sfruttano i lavoratori facendoli lavorare come schiavi e obbligandoli a prestare servizio anche nei giorni festivi, Pasqua e Capodanno inclusi.

Gli indipendentisti hanno fatto cultura rivalorizzando il centro città con decine di manifestazioni culturali, convegni, seminari, serate musicali e tutto senza mai chiedere un centesimo al Comune.

Gli indipendentisti sono riusciti, pur non avendo alcun consigliere comunale, a far passare una delibera comunale per arginare la piaga della dipendenza dalle macchinette mangiasoldi (slot-machine) che sarà nostra cura fare rispettare in tutte le sue parti, vale a dire in maniera integrale perché non venga lasciata marcire in un cassetto.

Ora è arrivato il momento di entrare in Comune per restituire alla nostra città la dignità e la serietà che la classe politica colonialista le ha tolto.

 


1.PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA.

Creare, consolidare il ruolo partecipativo dei cittadini – diretto o attraverso associazioni, consulte ed enti e soggetti sociali – nel dibattito nelle decisioni delle istituzioni comunali, così come previsto dagli artt. 69 e segg. dello Statuto comunale.

 


2. AGRO E TERRENI COMUNALI.

È necessario stabilire una vera politica agricola del territorio comunale, un territorio tanto vasto quanto abbandonato. Bisogna convocare agricoltori, sindaci dei paesi limitrofi, dirigenti scolastici, i vertici delle ASL, associazioni, gli organi della facoltà di Agraria per stabilire gli obiettivi e le procedure primarie da avviare per un significativo e immediato rilancio della produzione agricola nell'agro e della sua immagine.

- Mappare tutte le numerose discariche abusive del territorio comunale, sanarle e porle sotto controllo attraverso un sistema di videosorveglianza (le telecamere ci sono già, verranno delocalizzate dal centro).

- Stipula di convenzioni per arrivare, nel corso di 5 anni, ad utilizzare il 50% dei prodotti della Nurra o sardi in tutte le mense scolastiche, universitarie, ospedaliere e in generale pubbliche del territorio comunale attraverso la creazione di gruppi di acquisto ufficiali coadiuvati dal Comune. Ciò è possibile perché le scuole sassaresi hanno quasi tutte le cucine, in quanto l'Unione Europea, agli inizi degli anni Duemila, le ripristinò completamente, anzi in molte scuole arrivarono proprio nuove. Ma non furono mai collaudate, perché lo stesso anno venne esternalizzato il servizio mensa, anche degli ospedali, a ditte come la Laser, ma anche ad altre vere e proprie multinazionali del cibo sotto vuoto, scondito e spesso di provenienza continentale.

- In questa ottica vanno eliminate dalle scuole le macchinette self-service dove si vendono cibi scadenti e si educano i ragazzi alla cattiva alimentazione.

- A fronte di una nuova sensibilità del mercato per l'agroalimentare di qualità e a "km zero": ripristino progetto (mai realizzato) del Polo Agroalimentare e della Tradizione della Nurra per la riqualificazione dell'intera zona.

- Attivare il censimento dei terreni abbandonati comunali ed il recupero delle terre incolte (legge 440/1978) da trasformare in terreni agricoli per scopi esclusivamente alimentari o per l'allevamento, o a scopo educativo tramite le fattorie didattiche.
Nell'incremento delle superfici agricole coltivate si evidenzia la necessità di rilanciare le produzioni orticole "storicamente" tipiche del sassarese. In quest'ottica risultano da sostenere produzioni quali: carciofo, fagiolo fresco e da granella, melone, zucchino, patata, cavolfiore e cavolo broccolo, cipolla, aglio, peperone, melanzana, asparago e finocchio. Vanno anche sostenuti i comparti apistico e la coltura di piante officinali e ad uso tintorio. Ricordiamo lo studio del Centro per la Conservazione e valorizzazione della Biodiversità vegetale presso la Facoltà di Agraria di Sassari (con cui si intende ampliare le relazioni), che ha individuato ben 73 tipologie diverse di sementi di fagioli in Sardegna provenienti da ben 37 siti diversi!

- Sostegno al piano BEELIFE adottato dagli apicoltori sardi per la difesa dalla crescente moria delle api.

 


 3.MONETA COMUNALE

Introdurremo il sistema della moneta complementare già in uso con successo in diverse parti del mondo. Ciò porterà numerosi vantaggi a partire dall'aumento del potere di acquisto dei cittadini e una fidelizzazione dei cittadini alle attività con testa e mani radicati in città.
- Circuito monetario complementare volto a favorire la produttività e lo scambio di prestazioni, forme di finanziamento per progetti economici e sostenibili.

 


4. OPERAZIONE BELLEZZA E CULTURA

 Riteniamo indispensabile stabilire un piano culturale che restituisca linfa vitale a Sassari. La nostra è una città storica attualmente agonizzante anche a causa della sua perdita di identità. Le tradizioni e la stessa lingua sassarese stanno morendo asfissiate a causa di una politica culturale finalizzata alla mortificazione della nostra identità e al predominio della cultura d'importazione. Perdere l'identità e la cultura è anche un grave danno economico che non possiamo assolutamente permetterci. Quando guardiamo le nuove fontane, le piazze, i nuovi monumenti o gli edifici costruiti a Sassari, ci sembra che, per gli ex amministratori, non sia esistito il buon gusto e la presenza qualificante di Università, Accademia, e Istituto d'Arte. Le brutture sono così tante da far pensare che chi ne ha approvata la realizzazione non abbia nessun interesse a rendere più bella la nostra Città.
Questo modo ottuso di deturpare il volto di Sassari deve finire.
Il Comune deve stabilire anche un rapporto organico con le scuole presenti in città le quali, potenzialmente, costituiscono una risorsa inesauribile di cultura e formazione.
- Toponomastica: desavoizzare i nomi di strade e piazze. Al loro posto ripristinare i vecchi nomi recuperati dallo studio di Alessandro Ponzeletti («Gli antichi toponimi della città murata») o attingere all'enorme bagaglio storico e culturale di Sassari e della Sardegna dando il giusto risalto per esempio ad un personaggio come Frantziscu Cillocco, a cui oggi è dedicato un vicoletto pieno di mondezza.
- Lingua sassarese e sarda: introduzione del bilinguismo perfetto in città. Atti comunali bilingue, propaganda delle iniziative culturale in lingua sassarese e/o sarda, drastica riduzione dell'imposta sulle insegne commerciali pubblicitarie per i negozi che le realizzino in sassarese e/o in sardo.
- App. "cultura e servizi": in partnership con gli studenti delle scuole sassaresi sviluppare un'applicazione di mappatura e consultazione delle risorse monumentali, architettoniche e dei servizi turistici e culturali del territorio, rivolte in particolare ai giovani utenti digitali.
- Progetto "Salette": realizzazione di nuove salette prova per artisti sassaresi, nei locali del comune e della provincia e istituzione di un albo, aggiornato mensilmente, dei gruppi sassaresi autorizzati ad usufruirne.
- Ogni nuova piazza, monumento, nuova costruzione, che modifichi in maniera sostanziale il volto della Città, dovrà essere sottoposto a una commissione d'esperti di Sassari (o Sardi) indicati da Università, Accademia, Istituto d'Arte e Assessorato alle Culture. La Commissione avrà incarico triennale e deciderà se il progetto è valido dal punto vista artistico e se la spesa di denaro pubblico è motivata da almeno tre condizioni:
a) Migliore fruizione della Città da parte dei cittadini;
b) Sicuro abbellimento e miglioramento dell'esistente;
c) Reale miglioramento delle attrattive turistiche della Città.
- L'Arte, la Musica, il Teatro e lo Spettacolo più in generale, prodotti dagli operatori artistici di Sassari e della Sardigna, deve diventare una risorsa dalla quale attingere quando si programmano eventi per i quali si spende denaro pubblico. Gli operatori artistici di Sassari e della Sardigna, devono avere una corsia preferenziale nell'essere scelti per gli eventi che si svolgono in Città e nei quali si spende denaro pubblico. Sarà nostra cura bloccare tutti i fondi alla cultura nel caso in cui almeno il 30% non siano destinati a gruppi locali in lingua sarda e/o varianti.
- Istituzione di un albo comunale di tutti gli operatori artistici (Pittori, Grafici, Scultori, Videomaker, Fotografi, Ceramisti, Musicisti, Registi, Attori, Critici d'Arte, Galleristi, etc.) che si occupano professionalmente d'arte, musica e cultura nei diversi settori. L'albo servirà all'Amministrazione per bandire concorsi d'idee o altro, interpellando gli interessati tramite indirizzario e-mail di posta certificata.
- Individuazione e creazione di spazi gratuiti per gli operatori culturali di Sassari meno abbienti: artisti che intendono allestire mostre di prodotti artistici e artigianali, e per i giovani che si riuniscono in gruppi artistici e musicali, soprattutto quelli che intendono operare nel centro storico.
- Commissione d'esperti, scelti in Sardigna, con incarico triennale, che valuti con l'Amministrazione Comunale l'impatto della spesa dei progetti culturali e i suoi ritorni sul territorio in termini d'indotto economico diretto, indiretto e di indotto sociale, tenendo presente che è necessario valutare i risultati ottenuti dalla Cultura e dai suoi "prodotti" artistici in senso lato, sapendo che la cultura ha bisogno di più tempo per raggiungerli.
- La valutazione dei progetti culturali non deve essere solo politica ma sarà affiancata dalla valutazione tecnica, manageriale e di attività sul territorio. Si può pensare dunque a entità ibride tra pubblico e privato cui sono affidati i singoli progetti, oppure a fondazioni partecipate, società di consulenza e di progetto composti in maniera mista, ma sempre formate da esperti o professionisti Sardi.
- Individuare uno spazio sociale per istituire un museo della Torres, in collaborazione con l'associazione Memoria storica torresina, al fine di valorizzare la memoria storica della squadra di calcio più antica e longeva della Sardegna".
- Ordinanza comunale (liberatoria) che autorizza l'esibizione di artisti in tutto il centro storico cittadino. Ciò renderà la città più vivace ed interessante, e consentirà ai numerosissimi artisti sassaresi di avere sempre la possibilità di esibirsi in pubblico senza dover chiedere ulteriori permessi. L'ordinanza stabilirà quali saranno le fasce orarie e i luoghi protetti. [sul modello di quanto già accade a Vicenza:
http://www.comune.vicenza.it/uffici/dipecofin/sviluppoeconomico/ordinanze/ordinanze.php/73478]
- Realizzazione di una mappatura dei punti luce comunali, e realizzazione di un palchetto permanente a disposizione degli artisti sassaresi, e di tutta la cittadinanza previa richiesta al Comune.

 


5. SCUOLA E CITTÀ

La politica comunale deve potenziare i servizi per le famiglie più disagiate, sviluppare il rapporto tra scuola e territorio, coinvolgere le scuole di competenza in attività che valorizzino la cultura e le risorse locali ed intervenire attraverso mezzi opportuni nei casi di abbandono e insuccesso scolastico. In particolare ci si propone di agire nelle seguenti direzioni:
- Edilizia scolastica. Le scuole del territorio devono essere messe in sicurezza e bonificate da amianto e materiali pericolosi; controllate per garantire il numero massimo di studenti per classe secondo le norme vigenti.
Valorizzazione, soprattutto nelle borgate, degli spazi scolastici da utilizzare come biblioteche e come centri di accoglienza e di supporto agli studenti, vedi edifici abbandonati o adibiti a discarica nella Nurra (anche su modello del progetto Agorà).
- Asili nido. Creazione di spazi comuni dove trascorrere del tempo con la partecipazione di cooperative di giovani che possano garantire sicurezza e cultura dentro spazi ludici.
- Curricula. Nelle scuole di pertinenza sensibilizzare per definire una quota (possibilmente il 25%) delle discipline storico-sociali destinata agli eventi e alle dinamiche della Sardegna, parallelamente ai programmi statali. Visite guidate della città, per diffondere la conoscenza della storia attraverso i personaggi e i luoghi. Sarà cura del Comune intensificare i rapporti e i progetti con le scuole, nel pieno rispetto delle singole autonomie, incentivando una rosa di attività rivolte alla piena valorizzazione del ricchissimo patrimonio culturale, storico, linguistico, artistico della nostra città e dell'agro oggi quasi completamente abbandonato dalla politica comunale e dalla vita scolastica (visite guidate alla scoperta di nomi, luoghi, eventi. V. Punto sui "beni culturali").
- Orientamento. Sportello informativo integrato che unifichi le risorse decentrate del territorio (centri per l'impiego, Informagiovani, orientamento scolastico e universitario, centro Poliss di ascolto).
- Osservatorio permanente dell'abbandono e dell'insuccesso scolastico. Il Comune si deve impegnare inoltre a favorire la costituzione di cooperative di giovani laureati che offrano servizi convenzionati di sostegno e di supporto agli studenti con difficoltà.
- Istruzione permanente. Istituzione di un centro di accoglienza e orientamento per gli adulti e gli immigrati che vogliano rientrare in formazione costituito da una rete di scuole, di centri dell'impiego e di formazione professionale per la realizzazione di percorsi curricolari, educativi e professionali anche brevi. Queste iniziative sono state proposte da figure altamente professionali del settore ma purtroppo non sono mai state supportate né dalle amministrazioni né dagli uffici scolastici periferici).

 


 6. SASSARI MUSEO A CIELO APERTO

Sassari è il primo comune per estensione territoriale e racchiude nel suo grembo un numero enorme di monumenti archeologici storici ed artistici che senza soluzione di continuità abbracciano tutte le epoche, da quella preistorica fino ad arrivare ai giorni nostri. Nell’area di Fiume Santo, condivisa con il comune di Porto Torres, si trova uno dei più interessanti giacimenti fossiliferi del nord Sardegna. Nell’area vasta della Nurra sono presenti innumerevoli villaggi e stazioni del periodo neolitico ed eneolitico, attestanti un’assidua frequentazione umana, basti pensare a Monte d’Accoddi. Non bisogna dimenticare i vari monumenti nuragici sparsi nel comune come Agliadò, Pian d’Olia, Estru, Uccari, Pilotta, Badde e Setti, Lughia, e quelli di Li Luzzani in zona di Predda Niedda, Questo monumento, testimone di scavi a singhiozzo negli ultimi vent’anni e ora in stato di completo abbandono, è uno dei più interessanti nuraghi alla porte di Sassari. Infatti è costituito da blocchi poliedrici di trachite locale ed è un nuraghe complesso. Non bisogna nemmeno dimenticare l’enorme patrimonio medievale che la città conserva, dalle Chiese campestri di Innoviu, Bosove, Nioi Nioi, alle piccola cattedrale di Ardu con annesso villaggio e palazzotto giudicale nei pressi di Bancali, la Fonte Gutierrez, il magnifico centro storico, testimonianza fondamentale dell’antico tessuto urbanistico di Sassari (ricordiamo, unico comune libero di tutta la Sardegna durante il medio periodo medievale), con le sue chiese e i suoi palazzotti che devono essere valorizzati e restituiti alla popolazione e il centro storico ottocentesco, sviluppatosi agli inizi del XIX secolo, con le sue architetture raffinate e ricercate che sono valse a Sassari l’appellativo di “piccola Torino”. Ma anche le vecchie fabbriche artigiane all’interno della cinta urbana andrebbero ulteriormente valorizzate e magari donate come spazi in cui fare cultura, così come i vecchi invasi dell’area di Bunnari, che offrono uno scenario naturalistico di notevole interesse e valore paesaggistico. Tutte queste risorse necessitano di una valorizzazione incisiva, volta sia alla conservazione materiale ed immateriale dei beni, sia alla creazione di posti di cultura e lavoro realmente attivi. È fondamentale valorizzare, per quanto concerne le zone in agro, un turismo culturale ecocompatibile ed ecosostenibile in sinergia con altri comparti produttivi quali l’artigianato puro, la pesca, l’agricoltura e la pastorizia. Il totale abbandono delle emergenze archeologiche all’interno del comune di Sassari si può ribaltare in un’opportunità occupazionale stabile e continuativa. Un monumento archeologico è di per se un industria potenziale che deve esplodere dando seri risvolti occupazionali e culturali. Gli attori di questa scelta possono essere tutti quei professionisti, guide archeologiche, naturalistiche e turistiche che mettono a disposizione le loro capacità e le loro professionalità a disposizione della comunità.
- Avviare un consorzio cittadino che si occupi a tempo pieno della gestione, manutenzione, valorizzazione e fruizione dei beni culturali di Sassari per offrire i seguenti servizi:
1) Creazione e realizzazione di itinerari storico artistici differenziati per la città di Sassari e la Nurra;
2) In collaborazione con le scuole incentivare o istituire laboratori didattici mirati allo studio e alla conoscenza dei Beni Culturali presenti nel territorio comunale e cittadino;
3) Catalogazione e censimento di beni storico-artistici della città e delle sue borgate;
4) Incentivare i servizi di guida in lingua inglese, francese, tedesca, araba, spagnola in modo da captare i flussi turistici del nord Sardegna offrendo un adeguato servizio di guida (verificare in collegamento con l’Osservatorio del lavoro che i contratti siano dignitosi);
5) Gestione programmatica di manutenzione e siti da parte degli addetti ai lavori, in collaborazione con gli enti preposti;
6) Collaborare in maniera sistematica con le attività ricettive affinché si punti su soggiorni medio lunghi piuttosto che sul turismo mordi e fuggi in ambito culturali e sociale;
7) in collaborazione con le soprintendenze attuare una politica attenta alla salvaguardia e alla tutela del centro storico e di tutte le emergenze archeologiche che vertono in grave stato di degrado

 


7. DIRITTO ALLA MOBILITÀ

La nostra città è divorata dalle auto. Ha un servizio pubblico scadente e costoso e una rete di piste ciclabili scadenti. Le borgate non sono collegate o lo sono pessimamente. Tutto ciò aumenta il circolo vizioso: più auto, più parcheggi a pagamento, più CO2, più stress. Bisogna agire alla radice e potenziare i servizi pubblici, avvicinando anche i sassaresi a questi ultimi. Bisogna ottimizzare il circuito integrato dei servizi locali e regionali, pianificando con i contributi europei la mobilità sostenibile in modo da favorire l’integrazione degli assi pedonali, ciclabili, su rotaia e su gomma con le principali linee regionali e interregionali. Dobbiamo favorire e promuovere lo sviluppo dei collegamenti Sassari – aeroporto – Porto Torres – Castelsardo per dare respiro extracomunale alla città. In tale ottica bisogna essere lungimiranti: rivisitare la tariffazione e i rapporti con ARST e ATP e batterci per recuperare l’area merci all’interno della stazione ferroviaria.
- Bonifica del sito e riapertura Terminal in Corso Vico. (Il progetto è già stato approvato, manca il finanziamento della Regione per conto ARST). In attesa che ciò avvenga, instaurare un collegamento bus navetta, gratis, fra la stazione FS e l’attuale Terminal di padre Ziranu.
- Taxi collettivo: diffusissimi in tutto il mondo, contribuiscono a snellire il traffico a costi decisamente competitivi rispetto ai taxi singoli. L’utilizzo di auto o minibus per il trasporto collettivo (come già avviene in Sardegna per gli spostamenti extraurbani con gli NCC) risulterebbe strategico per evitare il persistere (e il proliferare) dell’uso della sola auto privata, dell’inquinamento da smog e dell’intasamento da traffico che sta rendendo la nostra città invivibile. Questo progetto di mobilità sostenibile potrebbe tamponare molti problemi legati al trasporto urbano e soprattutto ai collegamenti stazione ferroviaria – punti di scalo dei bus, periferie, frazioni e borgate.
- Tavolo con l’ATP per un progressivo aumento delle corse del trasporto urbano verso le borgate.
- Aumento dei minuti di validità del biglietto, da 90’ a 120’, sconti sugli abbonamenti
- Istituzione di una fascia di tutela per indigenti, disoccupati, cassintegrati, immigrati che possano comprare i biglietti a costo ridotto.
- Sabato in città: trasporto ATP gratuito per chiunque mostri una ricevuta di almeno cinque euro in qualunque esercizio commerciale nel centro della città.
- In previsione della stipula del 1° Contratto di Servizio fra Regione Sardigna e Trenitalia, chiedere con forza l’aumento delle corse treno per il Nord Sardigna, in particolare da e per Cagliari ed Olbia. Da precisare che questo sarebbe solo un ripristino, visto che già queste corse esistevano ed erano state tagliate come rami secchi per via dei costi aziendali, quando le FS erano in passivo.
- Proposta di convenzione con Trenitalia (autobus gratis per chi arriva a Sassari con il Treno, oltre un certo chilometraggio percorso).
- Parcheggi a raso gratuiti per auto elettriche.
- Parcheggi gratuiti almeno nelle prime 2 ore negli spazi adiacenti agli ospedali per chi deve usufruire dei servizi medico-sanitari ospedalieri (in alcuni casi sono i parcheggi più costosi).
- Parcheggi liberi per 2 ore nella corona attorno alla ZTL, allo scadere del disco orario parcheggio a pagamento secondo le tariffe vigenti.
- Possibilità per i residenti nella ZTL di avere posti auto nei parcheggi interrati con contratti mensili a prezzo concordato e popolare. Questo consentirebbe di rendere disponibili i pochi parcheggi liberi limitrofi al centro che potrebbero essere utilizzati per brevi soste.
- Incentivare parcheggi filtro periferici collegandoli con un servizio di bus gratuito per il percorso di andata e ritorno con il centro. Il servizio potrebbe essere garantito attraverso un ticket utilizzabile solo per quella tratta. L’obiettivo è decongestionare al massimo il traffico e facilitare la mobilità a chi arriva dal circondario.
- Rete di piste ciclabili interno alla città e servizio di bike sharing (bici comunali, anche elettriche) ad abbonamenti economici mensili e annuali (come già avviene con successo in molte città europee).

 


8. LA CITTA’ DELLE BOTTEGHE ARTIGIANE

Una volta il centro storico di Sassari era pieno di botteghe artigiane, che hanno reso Sassari una città ricca e piena di senso. La nostra scommessa è riportare gli artigiani al centro di Sassari attraverso un piano articolato su due livelli. Considerando che su tutto il territorio non esiste un negozio che commercializzi prodotti non contraffatti o paccottiglia scopiazzata realizzata altrove abbiamo il dovere di sostenere il rilancio dell'Artigianato Artistico:
- Portale internet comunale come vetrina per promuovere e rendere visibili alla popolazione i laboratori che producono artigianato artistico presenti sul territorio comunale.
- Non esistendo più un luogo dove si possano ammirare o acquistare prodotti, il Comune potrebbe trovare delle soluzioni per colmare questo vuoto, per esempio dare in concessione spazi espositivi in comodato d'uso e promuovere associazioni in cooperative. L'ideale sarebbe poter utilizzare lo spazio del padiglione dei giardini (da tempo vergognosamente abbandonato), attualmente destinato ad un incomprensibile progetto del museo dell'oggetto. Noi proponiamo invece che il padiglione sia utilizzato come spazio espositivo permanente ed eventuale commercializzazione la cui gestione sia affidata ad una cooperativa di Artigiani che si occupi anche della gestione commerciale.
- Concedere mensilmente uno spazio pubblico per esposizioni all'aperto (per esempio i giardini) per un mercatino delle creatività senza costi o licenze o partite IVA, aperto anche ai principianti o ai dilettanti e hobbisti (ci sono tante persone che creano cose curiose e nessuno lo sa).

 


9. NO ALLE MACCHINETTE MANGIASOLDI.

Come indipendentisti abbiamo già ottenuto un risultato straordinario, siamo riusciti a far votare all’unanimità una mozione per arginare, nei limiti giuridici possibili, il gioco d’azzardo, in particolare legato alle macchinette mangiasoldi. Ma sappiamo che una cosa è approvare una mozione, altra cosa è farla applicare. Con noi la mozione verrà applicata alla lettera e in tempi strettissimi.

 


10. BASTA CASTE E SPESE PAZZE

C’è una casta che dissangua economicamente Sassari e a dispetto di quanto potrebbe pensare non quella degli assessori e del sindaco, i quali nel 2012 hanno subito (giustamente) tagli drastici al loro stipendio. C’è chi guadagna veramente troppo e sono i dirigenti di Palazzo Ducale: il segretario generale Antonietta Sanna percepisce 157mila euro lordi l’anno. Il direttore generale (il cosiddetto “manager di città”) David Harris 137 mila, il dirigente del settore Ambiente Marge Cannas 110 mila, il comandante della polizia municipale Antonio Careddu 97mila e il dirigente del settore Urbanistica Giancarlo Budroni 98mila euro, il presidente dell’ATP Nardo Marras prende 42 mila euro lordi all’anno.
Che tutti facciano un sacrificio e che questi stipendi vengano decurtati nella loro parte variabile attraverso l’innalzamento degli obiettivi concordati. Le risorse risparmiate vengano utilizzare per coprire le urgenze della città.
Per risparmiare sarà anche opportuno verificare l’effettiva presenza dei consiglieri alla votazione che spesso presenziano solo all’appello per intascare il gettone di presenza e scappano subito via.
Sarà opportuno anche stringere la cinghia a spese inutili come queste: 5800 euro per le bandiere tricolori per festeggiare l’unità d’Italia; 34mila euro di catering; 14mila euro di fiori. Con queste risorse si sarebbero potute creare borse di studio o sostenere spese molto più utili per la cittadinanza.
- Tagliare del 30% dal bilancio di previsione i fondi destinati alla parte mobile degli stipendi dei dirigenti, che è collegata alla produttività ed al raggiungimento degli obbiettivi concordati con gli assessori od il direttore generale;
- Gli obiettivi prefissi ai dirigenti comunali devono essere realmente produttivi per la città e non poco più che compiti di ordinaria amministrazione. Tali premi di produzione devono essere dati non a pioggia, più o meno uguali per tutti, ma premiando realmente il merito.
- Tagli consistenti della spesa comunale possono essere ottenuti prevedendo l'applicazione del comma 4 dell'art 55 del D.L.163 del 12.04.2006, che prevede che ogni gara d'appalto per essere espletata deve ricevere almeno 3 offerte da differenti ditte (a Sassari questa modalità di legge, essendo opzionale, non viene applicata e così succede che la Gesenu vinca l'appalto per il ritiro e lo smaltimento dei rifiuti essendo la sola concorrente e con un ribasso d'asta dello 0,13%).
- Altri risparmi si possono ottenere dal controllo degli affidamenti diretti per importi non superiori a 40.000 euro in vari settori come nell'assessorato alla cultura, ai lavori pubblici, sport e turismo, ecc.

 


11. SASSARI CITTÀ DEL TURISMO.

Sassari è a due passi dal mare, fra Castelsardo, Platamona e Alghero, (Stintino?), ha un immenso patrimonio culturale non valorizzato e nelle vicinanze ha nuraghes, domus de janas, chiese secolari, alcune millenarie. Sassari però non ha un infopoint turistico. Oltre alle classiche mete estive anche Osilo, Villanova e Monteleone Roccadoria e tanti altri centri come Uri, Usini e Ittiri possono offrire delle ottime proposte invernali fra vino e cibo, iniziative culturali e letterarie che partono da Sassari come centro di stazionamento e punto di riferimento per il turista.
- Infopoint Sassari turistica. Sportello (più portale internet gestito da giovani esperti di marketing e comunicazione), dove smistare tutte le informazioni di carattere naturalistico, culturale, enogastronomico, ludico, culturale del territorio comunale di Sassari e i collegamento con le diverse vie al mare e alle zone interne.
- Collegamento estivo via minibus con tutti i pettini di Platamona del territorio comunale di Sassari.
- Guide turistiche comunali su prenotazione e percorsi interni ed esterni alla città con il servizio taxi collettivo comunale.

 


12. ORTI E FRUTTETI URBANI

Sassari possiede diverse aree verdi, a partire dalla Valle del Rosello e dell’Eba Giara che oggi versano incredibilmente nell’abbandono. Quello che è stato per secoli un punto centrale e vitale della vita cittadina oggi è sconosciuto a molti sassaresi che vedono la fontana del Rosello solo dall’alto. Stessa musica per diverse altre aree verdi di proprietà comunale.
- Attribuire le aree verdi comunali a chi voglia esercitare attività agricola per proprio autoconsumo, e a chi voglia fare dei corsi per insegnare l’“arte del coltivare”. Gli orti urbani vanno intesi come parchi “culturali”, sia per tutelare specie in via di estinzione, sia per coltivare prodotti di uso comune con metodologie scientifiche. In collaborazione con le istituzioni scolastiche e universitarie presenti sul territorio si istituiranno anche attività di educazione ambientale e culturale. Sassari avrebbe moltissimi spazi con la vocazione di orto urbano: la stessa area verde del Rosello comprendente le vaste aree dell'Eba Giara, via Carso e la valle del Rosello potrebbero essere ripristinate in ciò che sono state da secoli, divise in piccoli appezzamenti e forniti di attacchi all'acqua di rete, potrebbero diventare un laboratorio di politiche sociali a favore degli anziani, delle famiglie e dei giovani, ovviamente ad esclusivo uso domestico.
La distribuzione avverrà mediante un bando annuale e una graduatoria sulla base dell'età e del reddito. Una volta esaurite le aree comunali verranno stretti accordi con la Curia, che sicuramente apprezzerà il senso sociale dell’iniziativa.

 


13. STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO E VERIFICA DEL PUC

Il PUC di Sassari (ancora in attesa che gli uffici regionali si pronuncino in merito alla verifica di coerenza con il Piano Paesaggistico Regionale) prevede la possibilità di insediare 31.851 nuovi abitanti con un incremento demografico del 24,6% in 2,4 milioni di metri cubi di nuove costruzioni. Crediamo che questo sia una follia in una città che si sta spopolando e che ha sofferto fin troppo per lottizzazioni senza senso che l’hanno deturpata. Pensiamo che l’attenzione della politica comunale debba concentrarsi sul recupero delle abitazioni esistenti e sugli edifici abbandonati, i quali ormai stanno caratterizzando Sassari come una vera e propria città fantasma. La crescita demografica ipotizzata per il Comune di Sassari ci sembra abnorme, in base ai dati della popolazione attualmente disponibili, e poco in linea con le disposizioni del PPR in proposito, in particolare con l’articolo 74 che lega l’individuazione di aree da urbanizzare a fini residenziali alla dimostrazione di reali fabbisogni abitativi. Che cosa ci sta realmente dietro? Non consumare territorio non vuol dire non costruire, vuol dire solo passare dal nuovo al recupero e progettare una cultura dell’abitare.
- Delibera comunale per il congelamento immediato del consumo di territorio, dell’edificazione e della lottizzazione. Impegno concreto contro l’abusivismo in sintonia con le leggi vigenti al fine di salvaguardare Sassari e tutto il territorio comunale.
- Richiesta alla Regione di congelare i tempi della pubblicazione del PUC fino alla verifica puntuale ed incrociata sulla proprietà delle aree rese edificabili o di cui è stato aumentato l’indice di edificabilità. Bisogna scongiurare l’esistenza di interessi privati e clientelari presenti nel PUC.
- Mappatura puntuale degli ecomostri e delle strutture abbandonate.
- Censimento per la riqualificazione delle case del centro storico e apertura di un registro con procedure di urgenza per recupero (in collaborazione con le facoltà universitarie presenti nel nord Sardegna).
- Vincolo delle superfici agricole a colture ad uso alimentare e DIVIETO e LIMITAZIONE alle monocolture diffuse NO-FOOD, sui terreni a pascolo o seminativi.
- Mappatura delle zone sensibili da un punto di vista idro-geologico e direttive comunali precise sulla non edificabilità in tali zone.
- Messa in sicurezza delle zone a rischio idro-geologico.

 


14. CONTRASTO AL LAVORO NON RETRIBUITO

A Sassari la disoccupazione giovanile ha raggiunto cifre intollerabili, ma non meno preoccupanti sono i dati del precariato e dei lavori non retribuiti mascherati da tirocini. Giovani istruiti, laureati, competenti non riescono a trovare un lavoro retribuito in maniera equa; riescono solo a trovare tirocini di sei mesi, con un rimborso spese minimo e contribuiti non pagati dall'azienda o ente ospitante, ma dalla Regione.
- Valorizzazione di figure professionali locali. Affidare i corsi professionali impiegando le figure di docenti sassaresi o sardi, finanziati dal Comune e non gestiti dai privati o da strutture esterne come invece accade adesso.
- In questo senso è necessario rafforzare il dialogo tra Università e Amministrazione comunale per affidare le consulenze professionali riguardanti il comune di Sassari, attingendo dai vari dipartimenti universitari, i quali hanno eccellenze nel campo della ricerca (vedi dipartimento di veterinaria, agraria, economia, ecc.) invece di chiamare e pagare profumatamente esperti della Bocconi, Luiss ecc.
- Istituire un osservatorio comunale sul lavoro non retribuito (piaga sempre più diffusa) e uno sportello di ascolto.

 


15. PIANO CASA PER CHI NE HA BISOGNO

Il Comune oggi dà un contributo affitto di poco più di duecento euro, seguendo una graduatoria che, comunque, non soddisfa la richiesta. Oltre ad essere un peso insostenibile per le casse comunali, il contributo non risolve neppure il problema. Per il resto assistiamo ad una assoluta mancanza di progetti e finanziamenti e ad un vuoto assoluto delle politiche abitative. È dunque necessario un piano casa per offrire un alloggio dignitoso a chi ne ha bisogno. Senza consumare altra terra è possibile reperire alloggi disponibili facendo un inventario delle case sfitte del comune, di grossi proprietari, banche, chiesa (saranno anche disponibili i locali della ex Provincia). Siamo certi che sarà possibile raggiungere un accordo con queste istituzioni ed enti per soddisfare il bisogno abitativo.

 


16. GESTIONE DEI BENI COMUNI URBANI.

A Sassari mancano gli spazi comuni destinati alla produzione di cultura, al confronto e allo scambio di idee, alla coesione sociale e alla politica associativa. In molti paesi, anche molto piccoli, abbiamo centri sociali attrezzati ed aperti a tutti. A Sassari invece organizzare un semplice dibattito è un’impresa molto costosa e spesso impossibile, appunto a causa della mancanza di spazi comuni.
- Censimento degli immobili pubblici non più utilizzati per finalità istituzionali e destinazione prioritaria di tali beni come spazi di confronto, di elaborazione e di iniziative (casa della letteratura, delle arti figurative, della musica e del teatro, della politica, delle arti e dei mestieri).
- Spazi aperti, regolamentati e gestiti dove svolgere convegni, presentazioni di libri, letture pubbliche, esposizioni, spettacoli, laboratori, riunioni politiche e associative ecc. per la crescita culturale e la partecipazione democratica dei cittadini.

 


17. PIANO ENERGETICO COMUNALE

Intervento sui comparti a partire dagli edifici pubblici, ed in particolare sugli edifici scolastici, circa 1.800 unità per una superficie utile complessiva di 2,7 milioni di m2, il cui consumo energetico nel 2013, secondo uno studio della confederazione artigiani, è stimato in oltre 243 GWh, tra consumi termici ed elettrici, per una spesa annua dei circoli didattici sardi di oltre 34 milioni di euro. Applicando un mix di interventi ottimale a tale patrimonio, è possibile ridurne il consumo del 45,8% facendo scendere la “bolletta energetica” sarda a 5 milioni di euro annui, per un risparmio di oltre 4 milioni l’anno, praticamente quanto la spesa annua per interessi passivi di tutto il settore scolastico in Sardegna.

 


18. APPALTI E GARE PUBBLICHE

Limitazione degli appalti e delle gare pubbliche alla creazione di opere complesse e all’erogazione di servizi complessi o altamente specialistici, privilegiando l’affidamento dei lavori e la cura dei servizi direttamente ai residenti disoccupati o inoccupati, sotto la direzione di personale tecnico interno ad enti o anch’esso inoccupato e/o disoccupato. Trasparenza appalti pubblici e incarichi di consulenze.

 


19. AREA DONNA

L’Area Donna è il centro di riferimento aziendale e cittadino nel campo della prevenzione e diagnosi precoce dei tumori femminili. Riteniamo necessario fare diventare l’Area Donna la “Cittadella delle Donne” in cui le cure siano a 360° , rivolte al corpo come alla mente, quindi un luogo dove anche le figure professionali siano non solo quelle necessariamente sanitarie, ma anche professionisti della psicoterapia, dell’assistenza sociale, della mediazione familiare*, della giurisprudenza e della sicurezza. Ovviamente questa “Cittadella delle Donne” deve essere individuata in una zona della città di facile raggiungimento soprattutto da parte di chi sprovvisto di mezzo proprio, non può spendere nemmeno per un biglietto dell’autobus! Esempio l’ex carcere di San Sebastiano, che potrebbe ospitare anche una casa protetta, Rizzeddu, i locali ASL di via Amendola, ecc. anche i locali dell’ex Questura o ex Sanatorio.
- Incremento e sostegno economico costante, delle Case Protette segrete, per le donne e/o i minori vittime di violenze familiari ed ex carcerate con bambini che devono ricostruirsi una vita;
- Istituzione dei Centri area donna già previsti per tutte le ASL e mai attivati, fatta eccezione per Cagliari, che però come previsto dalla legge fa un discorso meramente sanitario.
- introdurre ambulatori di assistenza psicoterapeutica a donne vittime di violenza fisica, psicologica, economica, religiosa, stalking e mobbing. Assistenza estesa anche a uomini consapevoli di essere “a rischio violenza” che si presentano per chiedere aiuto. Consulenza, assistenza e cura per la ludopatia. Centro di assistenza per minori vittime dirette o riflesse di violenza familiare o di altre forme di violenza.

 


20. BONIFICHE E POLITICA DI RISCATTO VERSO L’ENI

Il Comune di Sassari sta nel bel mezzo di un SIN (Sito di Interesse Nazionale per le bonifiche). La nostra città, insieme a Porto Torres, rientra in uno dei 54 SIN d’Italia, aree altamente inquinate dalle industrie e dalle discariche esistenti che hanno compromesso aria, acqua, falde e terra fino a mettere quotidianamente a rischio la salute di chi ci lavora e di chi ci abita. Ecco cosa può e deve fare il Comune:
- Impegno da parte del Comune affinché la multinazionale ENI, responsabile dell’inquinamento, provveda urgentemente, prima di qualunque altra iniziativa, al ripristino di questi luoghi, in conformità al diritto europeo.
- Monitoraggio costante e pubblicazione online totalmente trasparente e aggiornata del registro tumori di Sassari.

 


21. AMBIENTE

In Germania, nei supermercati, danno 25 centesimi a chi butta bottiglie di vetro e di plastica in apposite macchinette; a Sassari, il Comune ci tartassa di tasse mondezza sempre più care anche a causa di ambigui appalti alla Gesenu causa di inenarrabili disservizi. È necessaria una strategia rifiuti-zero che si proponga di riprogettare la vita ciclica dei rifiuti considerati non come scarti, ma come risorse da riutilizzare come materie prime seconde, contrapponendosi alle pratiche che prevedono necessariamente processi di incenerimento o discarica, e tendendo ad annullare o diminuire sensibilmente la quantità di rifiuti da smaltire. Il processo si basa sul modello di riutilizzo delle risorse presenti in natura.
- Porta a porta su tutto il territorio comunale e ripristino cassonetti lì dove ancora il porta a porta risulta insufficiente (es. Marchetto).
- Eliminare l’incenerimento dei rifiuti e strutturare un sistema di raccolta che aumenti la quantità di materiale differenziabile ed ottimizzi la qualità del materiale da riciclare, diminuendo contestualmente la quantità di rifiuti prodotti.
- Incentivare il riutilizzo del materiale riciclato, la riparazione di oggetti e operare scelte di vita collettiva che diminuiscano la percentuale di scarti (es. uso di prodotti alla spina).
- Installazione di compattatori del riciclo che eroghino moneta comunale spendibile negli esercizi convenzionati in cambio di bottiglie di plastica e di vetro. Sassari paga multe salatissime per non arrivare al 50% di materiali riciclati. In tal modo aumenteremo la percentuale del riciclo favorendo il processo di conversione di materiali di scarto in prodotti di qualità elevata, non pagheremo più assurde multe, educheremo i sassaresi alla cultura “rifiuti zero”, aumenteremo il potere d’acquisto dei sassaresi e sosterremo gli esercizi cittadini (a Capri una macchinetta simile in due settimane ha attirato quasi 5.000 persone e interessato 40 esercenti).
- Sostenere la progettazione e la produzione di prodotti totalmente riciclabili, riutilizzabili e riparabili (o strategie di riutilizzo come il cosiddetto vuoto a rendere).
- Impedire su tutto il territorio comunale l’utilizzo di diserbante (utilizzato attualmente dalla MULTISS) nelle cunette data l’accertata pericolosità e l’alto tasso di inquinamento.

 


22. BORGATE

Le circoscrizioni 3 e 4, comprendenti tutte le borgate del comune di Sassari contano 28.227 abitanti, vale a dire quasi il 22% della popolazione sassarese. Dunque, l’area suburbana e delle borgate rappresenta una realtà non trascurabile ed un modello alternativo di vita urbana ed è l’unica ad avere una quota significativa di giovani, dunque è inaccettabile ostinarsi a considerare ancora questa come un’area di periferia, da mantenere priva di servizi e di strutture.
La città che vogliamo è a misura d'uomo, e valorizza anche le sue campagne e le sue borgate. Lo Stesso discorso vale per le frazioni.
- Incentivi per la realizzazione di alberghi diffusi e percorsi legati all’ecoturismo (specialmente per le borgate più distanti e proiettate verso il mare come Tottubella, Campanedda, l’Argentiera).
- Ripristino e/o realizzazione dell’illuminazione pubblica in tutte le strade percorse dagli autobus.
- Studio sulla viabilità nelle borgate e nell’agro. Migliaia di macchine percorrono ogni giorno strade strette e semidistrutte.
- Realizzazione di mercati rionali nelle borgate e concessioni per la nascita di piccole attività commerciali (edicole, farmacie, panetterie...). Ciò consente di garantire il mantenimento di un tessuto sociale ed economico, e di limitare i viaggi tra le borgate e la città.
- Rivalutazione del percorso degli autobus extraurbani nel territorio comunale e istituzione di tratte di minibus (o taxi collettivo) che colleghino una borgata con l’altra e che attraversino le direttrici principali dell’agro in modo da garantire un servizio di trasporto pubblico più capillare.
- Estendere a tutti la raccolta porta a porta. Nel frattempo ripristinare i cassonetti per la raccolta differenziata e non.
- Pulizia delle campagne e delle cunette da rifiuti ingombranti e monitoraggio.
- Realizzazione di centri e strutture aggregative che ricostruiscano il tessuto sociale delle borgate, altrimenti destinate a diventare mega quartieri residenziali-dormitorio.
- Garanzia del mantenimento e del funzionamento dei servizi pubblici (scuole, poste, uffici, biblioteche).

 

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